Harakiri russo, la Grecia fa il miracolo e sogna

ROMA  – Forse uscirà dall’euro, per il momento però resta aggrappata al suo Europeo. Alla vigilia delle elezioni, che potrebbero decidere anche il suo destino nell’Eurozona e di un popolo ormai stremato da una delle crisi peggiori della storia, Karagounis indossa i panni dell’eroe omerico e trascina la Grecia ai quarti di finale. Un traguardo impensabile, maturato oltretutto contro la squadra che era considerata la più forte del girone A, la Russia.
Per la squadra di Advocaat, dopo aver strapazzato la Repubblica ceca all’esordio, un epilogo che è una sorta di harakiri. Il primo segnale di allarme era stato il pareggio con la Polonia, ma la sconfitta con la Grecia, fino a ieri Cenerentola del girone, ha dell’incredibile, anche perché i russi avevano a disposizione due risultati su tre, i greci soltanto uno. Nemmeno i tifosi sembravano credere troppo al ‘miracolo’, tanto che allo stadio di Varsavia ce n’erano stasera pochi, anche se rumorosi (soltanto tremila), contro i 20 mila russi. Che alla fine avevano gli occhi lucidi di pianto.
Nella partita dentro o fuori il miracolo scocca al 47′ del primo tempo, complice uno goffo quanto incomprensibile intervento difensivo di Ignashevich, che riesce a trasformare un innocuo fallo laterale greco in un assist per Karagounis, che si invola da solo verso la porta trafiggendo Malafeev. Il gol ha spaccato in due la partita, da quel momento in poi il match non é stato più lo stesso. I russi nel primo tempo avevano dominato in lungo e in largo: ben 13 i tiri (ma solo 5 in porta), per i greci appena due, ma uno è stato quello che ha deciso la partita.
A fare da prologo alla gara una girata di Katsouranis al 6′ (salva in angolo Malafeev). Da lì in poi è stato un monologo russo con occasioni a raffica per Arshavin, Kershakov (gran destro), un salvataggio di Papadopoulos e un altro gran tiro di Zhirkov. La Grecia, che dal modulo 4-3-3 è passata molto presto al 4-5-1 (con il solo Gekas davanti), dopo il gol di Karagounis si è limitata a difendere affollando la propria area. Difficile in questa situazione per i russi trovare varchi. Le uniche iniziativa per i ragazzi di Advocaat sempre da lontano (Denisov al 12′ e al 30′), ma al 39′ l’occasione migliore è capitata a Dragoev di testa. La Grecia si è limitata a una grande azione di Tarossidis (15′) e una punizione all’incrocio dei pali di Tzavellas (25′). Karagounis al 16′ ha reclamato un fallo di rigore, ma è stato ammonito, dovrà saltare i quarti perché era diffidato. Ma alla prossima partita i greci penseranno domani. Stasera si festeggia. Un regalo per Paese in ginocchio che spera di gioire almeno con la loro nazionale di calcio. Sperando magari di ripetere il miracolo del 2004.

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