G20: Obama e Cina in pressing sull’Europa

LOS CABOS – L’Europa arriva al G20 di Los Cabos tirando un primo sospiro di sollievo: i dati che arrivano da Atene fanno sperare. Il vantaggio dei conservatori pro-euro, salvo possibili intralci nella formazione di un nuovo governo in grado di scongiurare il ritorno alla ‘dracma’, arrivano mentre i leader europei sono in viaggio per la Baja California. Per un G20 con il vecchio continente che sbarca da ‘sorvegliato speciale’, chiamato a dare risposte al mondo, Usa in testa, sulla sua strategia di uscita dalla crisi. E un po’ aiuta un atterraggio in Messico con il fantasma di una Grecia fuori dall’euro che si allontana. Come dimostrano i mercati, con l’euro che corre sul dollaro, portandosi ai massimi da 3 settimane sui mercati australiani.

E aiuterà sicuramente domani i leader a confrontarsi con i Grandi, portando un messaggio, anche dalla Grecia, sulla volontà di andare avanti sulla strada segnata, quella delle riforme e dell’impegno a uscire dal baratro. Come chiede anche l’America che non ha tardato a commentare i dati che rimbalzano da Atene, parlando di “interesse comune” che resti nell’euro “rispettando le riforme”. Perché il voto in Grecia – è il commento del ministro delle finanze di Angela Merkel, Wolfang Scahuble – va letto come la volontà dei greci di riforme profonde. E con i risultati di Atene in tasca i leader incontreranno domani Obama che prima dell’inizio del G20 ha in programma un incontro con loro proprio per fare il punto su eruolandia, alla luce delle urne greche. Potendo vantare un piccolo ‘successo’ dell’Europa. Un’Europa che al G20 sarà sotto i riflettori con i Grandi che chiedono – e insistono – per misure concrete. E se sono pronti a fare da sponda – come ha fatto sapere oggi la Cina parlando di “sforzi comuni” – non mollano il pressing. Soluzioni da Los Cabos comunque non sono attese. Lo ha detto ieri sera il presidente di turno del summit, il messicano Felipe Calderon – “non aspettatevi risultati specifici” – e lo ha ribadito anche oggi la Casa Bianca: “ci saranno dei progressi, ma nessuno si aspetti una soluzione”, ha fatto sapere il consigliere, David Plouffe, lasciando intendere che l’Europa ha ancora due settimane di tempo per definire il suo cammino. L’appuntamento è infatti per fine mese per quel Vertice Ue da cui, invece, gli States si aspettano una soluzione. Per la crescita e l’occupazione, che sarà il leit motive – dopo il G8 – anche del G20 e per una risposta che ridia fiato ai mercati allontanando lo spettro della speculazione.

Con un pacchetto di misure su cui, ancora, i giochi sono aperti. Tra posizioni da avvicinare e strumenti su cui convergere, con nuove ipotesi che si susseguono. E’ di oggi – sulla stampa tedesca – l’ipotesi di ‘euro-bill’, versione light degli eurobond che potrebbero convincere Berlino a ragionare sulla mutualizzazione del debito mentre da Bruxelles i vertici dell’Ue – Herman Van Rompuy e Manuel Jose Barroso – si dicono sempre più determinati nel portare avanti una ulteriore integrazione dell’Unione Europea. E Hollande – che oggi a Parigi ha incassato una nuova vittoria elettorale alle legislative – che avrebbe in cantiere un maxipiano (contenuto in un documento di 11 pagine) per la crescita da 120 miliardi di euro. Ma Los Cabos dovrebbe – è l’auspicio della presidenza – mettere anche un punto con la definizione delle quote, alla ricapitalizzazione per 430 miliardi di dollari del fondo dell’Fmi – creando un nuovo ‘firewall’ per l’Europa .- decisa ad aprile a Washington. Con i Brics pronti a fare la loro parte ma in pressione affinché in cambio ricevano la rappresentatività negli organismi internazionali che da sempre rivendicano. L’Ocse sottolinea intanto – per voce del suo segretario, Angel Gurria – che le “politiche di Italia e Germania sono un elemento di forza” ma, ricorda la Banca Mondiale, “ci vuole tempo”. L’Italia comunque è sulla strada giusta: è tra i paesi più virtuosi nel rispettare gli impegni con il governo Monti che dal summit di Cannes a quello di Los Cabos ha rispettato il 90% degli impegni presi, collocandosi – secondo un rapporto indipendente del G20 Research Gropu – sul podio dei paesi che hanno fatto i compiti promessi. All’ombra dello spettro economico, a Los Cabos rimbalzerà anche l’emergenza-Siria: nella località della Baja California ci saranno Obama ma anche il presidente russo Vladimir Putin ed il presidente cinese Hu Jintao. Un’occasione per cercare di sbloccare le resistenze di Russia e Cina sul dossier.

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