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Israele rimpatria i migranti africani – Ieri l’arrivo a Juba dei primi 127 migranti originari del Sud Sudan, privi di un permesso di soggiorno valido, rimpatriati da Israele. Il 7 giugno una sentenza del tribunale di Gerusalemme ha dato il via libera alle espulsioni di sud-sudanesi sostenendo che con la fine della guerra civile e l’indipendenza del loro paese non rischiano più di essere sottoposti ad abusi o violenze. A preoccupare è però anche il destino di migranti originari di altri paesi dell’Africa, in primo luogo Sudan ed Eritrea. Da qualche settimana il clima politico e sociale in Israele è mutato. A manifestazioni e violenze anti-immigrati in diverse città è seguita l’entrata in vigore di una legge che prevede fino a tre anni reclusione per gli stranieri illegalmente in Israele. Parte della lotta contro gli irregolari è un muro di 240 km al confine con l’Egitto, che dovrebbe essere completato entro fine anno.

Messico verso le presidenziali: Nieto in vantaggio – Seppur in calo dal 40 al 37% delle intenzioni di voto, a due settimane dalle presidenziali del 1° luglio rimane in vantaggio l’oppositore Enrique Peña Nieto, ex governatore dello stato di México e candidato del Partido Revolucionario Institucional (Pri, centro) che ha governato il Messico per 71 anni, fino al 2000. In base all’ultimo sondaggio realizzato dall’istituto ‘Buendía y Laredo’ al secondo posto c’è il suo rivale Andrés Manuel López Obrador, del ‘Movimiento Progresista’ che riunisce diversi schieramenti dell’opposizione di sinistra e gode della preferenza del 23,5% dei messicani. Con un punto in meno rispetto alla precedente inchiesta del 4 giugno ma con un 21,4% il terzo posto va a Josefina Vázquez Mota, del ‘Partido Acción Nacional’ (Pan, conservatore) al potere da 12 anni. Monsignor Raúl Vera López, vescovo della diocesi di Saltillo, tra le più colpite dalle violenze alimentate dal narcotraffico, ha invitato gli aventi diritto a “non vendere il proprio voto poiché chi arriva ad un posto di governo attraverso la corruzione una volta al potere non si impegnerà per eliminarla”.

Paraguay, sostituiti ministro interni e capo polizia – Una commissione d’inchiesta sulle violazioni dei diritti umani subite dai contadini e un’assistenza umanitaria alle famiglie delle vittime: è quanto deciso dal governo del presidente Fernando Lugo per cercare di placare le tensioni nella zona di Curuguaty, 250 km a nord-est da Asunción. Venerdì dieci campesinos e sei agenti di polizia hanno perso la vita e un centinaio di persone sono rimaste ferite in scontri che si sono verificati nell’ambito di un procedimento di sfratto nella tenuta di Morumbi, estesa circa 2 mila ettari. I campesinos reclamano la proprietà della tenuta in quanto le terre trovandosi in un grande parco naturale non possono essere di proprietà privata. In conseguenza di quello che la stampa del Paraguay presenta come “i più gravi scontri degli ultimi 20 anni per questioni fondiarie”, il presidente Lugo ha nominato nuovi ministro dell’Interno e capo della polizia. Al Palazzo del governo di Asunción, l’ex procuratore della Repubblica, Rubén Candia Amarilla, ha prestato giuramento come nuovo ministro in sostituzione di Carlos Filizzola mentre il commissario Arnaldo Sanabria è diventato il nuovo responsabile della polizia, succedendo a Paulino Rojas.

Mosca invia navi da guerra in Siria – L’Alto commissario per i diritti umani dell’Onu, Navi Pillay, ha attaccato il regime siriano per le aggressioni agli osservatori. Nel Paese proseguono i combattimenti e il deteriorarsi della situazione è attestato dalla decisione della Russia di inviare due navi da guerra nel porto siriano di Tartus per l’evacuazione di uomini e materiale dalla sua base navale. Una fonte anonima dalla base di Tartus, il porto siriano che accoglie una base sovietica dai tempi della Guerra fredda, ha fatto sapere che le due navi da assalto anfibio, la Nikolai Filchenkov e la Tsezar Kunikov- si stanno preparando a raggiungere il porto.

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