PASSERA: “No ad altre tasse e aumento Iva. Il ponte sullo stretto non è prioritario”

Pubblicato il 19 giugno 2012 da redazione

ROMA – No a nuove tasse e all’aumento dell’Iva. Lo assicura il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera che, intervenendo a Radio Anch’io, ha specificato che l’introduzione di nuove tasse non è “la cosa da fare adesso” visto che “l’ammontare del peso fiscale è molto elevato e non vedo spazio per ulteriori interventi”. Nel definire l’Imu “una tassa chiara e trasparente sul patrimonio immobiliare” Passera ha quindi escluso la possibilità che “un’altra grossa tassa oggi sia una cosa da fare” riferendosi alla eventualità di realizzare una patrimoniale.

Al contrario, ha proseguito il titolare dello Sviluppo economico, sul fronte della tassazione la direzione è di premiare i contribuenti virtuosi: “Ridurre le tasse a quelli che le pagano è un obiettivo” dell’esecutivo, anche se, ha detto, “non è pensabile a breve”. Per raggiungerlo in ogni caso “dobbiamo creare le condizioni e cioè che tutti paghino le tasse e fare in modo che la crescita economica crei più gettito”.

L’intenzione del governo, ha anche annunciato il ministro, è di non aumentare l’Iva. “L’operazione spending review ha l’obiettivo di evitare un intervento automatico di aumento dell’Iva che non avrebbe effetti positivi sull’economia. L’obiettivo rimane confermato” ha aggiunto il ministro, che in merito al problema degli esodati ha sottolineato: ‘’Dobbiamo risolvere la situazione’’. Quanto alla riforma del mercato del lavoro sarebbe ‘’un bel segnale’’ arrivare al vertice di Bruxelles di fine mese con il ddl già approvato.

Quanto alla proposta del sottosegretario Polillo di fare meno ferie per alzare il Pil, Passera ha commentato che “l’obiettivo del recupero di parecchi punti di produttività deve essere comune poiché la produttività è una grande sfida che dobbiamo affrontare tutti insieme con un grande sforzo di concertazione”.

Quindi, riferendosi al mancato vertice fra Obama e i leader Ue nel corso del G20, per Passera “è chiaro che da una parte c’è uno schieramento forte di Paesi che vogliono maggiore impegno per la crescita, ma non abbiamo tutti con noi”. ‘Il portabandiera di questa posizione è la Germania’’, che rientra fra i ‘’paesi che danno importanza esclusiva ai conti, il che è giusto, ma il disagio che cresce, soprattutto occupazionale, deve essere fronteggiato con politiche più attive’’. “Gli incontri devono servire per compattare il fronte di coloro che si rendono conto che ci vuole più impegno per creare lavoro in Europa” perchè “è chiaro che se questo non avviene può permanere l’incertezza per l’euro”, ha detto il ministro.

Ma è sul ponte di Messina che il dibattito si è fatto incandescente. Per il ministro infatti ‘’non è una priorità. Non c’è una scelta definitiva, io non lo considero tra le infrastrutture prioritarie a cui dedicarci’’. Parole che hanno suscitato la dura reazione del senatore del Pdl Altero Matteoli, suo predecessore per la carica di ministro delle Infrastrutture. “Malissimo l’annuncio odierno arrivato dopo 8 mesi di studi e di riflessioni sul Ponte sullo Stretto che il superministro considera non essere un’opera prioritaria”, ha replicato. “In effetti, si era capito già a novembre scorso che questo governo avversava la realizzazione del Ponte. L’idea che il manufatto non venga ritenuto prioritario è un grave errore e dimostra che il ministro ed il governo non siano lungimiranti ed abbiamo una visione ragionieristica e apolitica sulle infrastrutture”.

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