Lettera ai colleghi: “Votate contro l’arresto”

ROMA – Oggi l’aula del Senato voterà sul carcere per l’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi. I senatori dovranno accogliere o respingere la proposta della Giunta delle immunità che ha dato parere favorevole alla richiesta di custodia cautelare votata lo scorso 12 giugno dopo che a maggioranza è stata respinta la relazione di Ferruccio Saro (Pdl) che proponeva la sussistenza del ‘fumus persecutionis’.

Domenica Lusi ha scelto la platea televisiva dell’intervista a Maria Latella per fornire pubblicamente la sua autodifesa e ieri ha fatto trovare nelle caselle di tutti i senatori la memoria rilegata con tutti gli elementi a suo discarico già forniti alla Giunta. In più, in una lettera, si mostra fiducioso che i colleghi potranno “constatare l’insussistenza di qualsiasi fondamento giustificativo dell’esigenza di custodia cautelare nei miei confronti (come peraltro nei confronti di mia moglie)”. Insomma, ciascun senatore potrà farsi la propria idea sull’inchiesta relativa ai fondi dell’ex Margherita anche se nella lettera Lusi sottolinea di aver sottoposto all’attenzione della magistratura le parole di Francesco Rutelli sul rischio dell’arrivo dei ‘forconi’ a palazzo Madama.

Il senatore sollecita così anche l’orgoglio dei colleghi che rischierebbero di dover votare sull’onda di una minacciosa campagna di anti politica. Dalla sua, Lusi conta sulla riuscita delle manovre in corso per ottenere il voto segreto.
Un’eventualità che di per sé sta creando fibrillazione nel Pdl dove qualche senatore avrebbe firmato la richiesta apposita. Nel pomeriggio a palazzo Madama il vice presidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello si è adoperato con Raffaele Lauro, che in origine aveva annunciato la sua adesione alla richiesa di scrutinio segreto, perché ci pensasse su. “Magari, aspetta di ascoltare quello che dirà Lusi e poi decidi di conseguenza” si è sentito dire Lauro. Il quale si sarebbe accertato che la sua firma non c’è nel documento necessario e addirittura insinua che possano essercene di diversi, fatti circolare in modo strumentale. “Io comunque – assicura Lauro – voterò contro l’arresto” ribadisce, mentre il vice presidente della Giunta Alberto Balboni (Pdl), denuncia l’”attività predatoria” di Lusi e preannuncia il voto favorevole. Insomma, la linea della libertà di coscienza fa emergere la difformità di vedute nel Pdl.

Se nel Pdl probabilmente ci proverà anche Angelino Alfano a promuovere le ragioni di una scelta fatta alla luce del sole (data per naturale dal capogruppo Maurizio Gasparri), nel Pd si insiste a fare opera di persuasione perché cessi la campagna di sottoscrizione per il voto segreto. “Chi ha a cuore la dignità del Parlamento domani non deve nascondersi dietro un voto segreto, dice la capogruppo Anna Finocchiaro. Nessuno nel Pd, assicura il vice presidente dei senatori Luigi Zanda, sostiene l’esistenza del “benché minimo fumus persecutionis nei confronti di Lusi” e quindi tutto il gruppo voterà sì alla richiesta di arresto.