La Grecia verso il governo a 3

Pubblicato il 19 giugno 2012 da redazione

ATENE – Il leader di Nea Dimokratia Antonis Samaras e quello del Pasok Evangelos Venizelos sono d’accordo e la Grecia avrà un governo in tempi brevi. Venizelos ha detto ieri che la coalizione di governo in Grecia può nascere “domani a metà giornata”. Il leader ha aggiunto che il suo partito deciderà oggi in che forma parteciperà al governo. Altre fonti parlavano di un accordo raggiunto già ieri in serata.

Sono proseguite durante tutta la giornata di ieri le consultazioni fra i leader dei partiti politici greci disposti a partecipare al nuovo governo di “salvezza nazionale” come lo vuole definire Antonis Samaras, leader di Nea Dimokratia e futuro premier della Grecia. Tutte le indicazioni fanno pensare che entro la giornata di oggi il nuovo governo sarà pronto, visto che i leader dei tre partiti che ne faranno parte, Antonis Samaras, Evanghelos Venizelos (Pasok) e Fotis Kouvelis (Dimar) sono d’accordo sul programma di base che prevede, fra l’altro, una durata dell’esecutivo di due anni durante i quali il governo potrebbe trattare con i rappresentanti dei creditori internazionali – Fmi, Ue e Bce – le possibili modifiche da apportare al Memorandum e, nello stesso tempo, realizzare i punti del programma concordato fra i tre partiti. Intanto ieri mattina c’è stato l’incontro di Venizelos con Kouvelis per definire gli ultimi dettagli dell’accordo, mentre Sinistra democratica aspetta da Samaras la risposta definitiva alle proposte presentate lunedì sera che riguardavano anche la questione delle persone che prenderanno parte al nuovo governo.

Bruxelles: modifiche
al piano di aiuti
I termini del secondo piano di aiuti alla Grecia dovranno essere modificati, alla luce dei ritardi nella sua attuazione provocati dallo stallo politico, mantenendo però quelle che Bruxelles considera le due linee rosse invalicabili: il mantenimento degli obiettivi di riduzione del debito e la prosecuzione delle riforme strutturali.

E’ quanto hanno sottolineato fonti Ue, secondo le quali “sarebbe stupido mantenere lo stesso memorandum in un contesto che è cambiato”. “Un nuovo memorandum dovrà essere firmato”, hanno affermato, prevedendo che questo “non potrà avvenire nelle prossime due settimane”, ma presumibilmente in estate, dopo un’attenta valutazione di quello che è stato o non è stato fatto da parte della troika, che sarà ad Atene dopo la formazione del nuovo governo. “Chiunque dica che non si deve e non si può rinegoziare il memorandum si illude – hanno avvertito – perché lui o lei ritiene che la situazione economica (greca) sia rimasta completamente invariata”. Ufficialmente, tuttavia, la Commissione, attraverso il portavoce del commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha ribadito anche che non ci sarà alcuna ricontrattazione del piano, che “è stato deciso di recente e nessuno parla di rinegoziarlo”. “La prima cosa da fare è formare un governo – ha ripetuto Amadeu Altafaj – appena sara’ formato, la troika e’ pronta per partire per Atene per esaminare la situazione economica e a che punto e’ l’attuazione del programma, in collaborazione con il nuovo governo”.

La situazione greca e la crisi del settore bancario in Spagna – in attesa della richiesta formale tecnica di aiuti dall’Ue, dopo quella politica avanzata il 9 giugno scorso – saranno al centro dell’Eurogruppo che si terrà domani a Lussemburgo, dove sarà presente anche il direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde. In discussione anche la situazione a Cipro, in vista di una possibile richiesta di aiuti per il settore bancario che, riferiscono fonti diplomatiche a Bruxelles, potrebbe arrivare nel weekend, a mercati chiusi, ad una settimana dall’inizio del suo semestre di presidenza dell’Ue.

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