Stampa: “L’Ecuador concederà l’asilo”

RIO DE JANEIRO – “Stiamo analizzando la richiesta di asilo politico di Julian Assange come si fa normalmente in questi casi. Il giornalista australiano afferma che la sua vita è in pericolo, ma non abbiamo termini per definire una risposta”. Lo ha detto il ministro degli Esteri dell’Ecuador, Ricardo Patiño, a margine della conferenza ambientale dell’Onu “Rio+20” a Rio de Janeiro. Ma fonti di stampa ecuatoriana affermano che l’asilo dell’Ecuador al direttore dell’organizzazione Wikileaks, rifugiato nell’ambasciata ecuadoriana a Londra, “è una questione di ore”. “La posizione del governo di Rafael Correa sul lavoro di Wikileaks e la situazione giuridica del suo direttore conducono a una sola conclusione: la concessione dell’asilo politico è questione di ore”, si legge sull’edizione on line del quotidiano di Quito “El Comercio”. Patiño ha riferito che “in Ecuador vige la totale libertà di espressione” e per questo Assange avrebbe optato per la sede diplomatica del paese sudamericano. Il ministro degli Esteri aveva annunciato martedì da Quito che Assange si era rifugiato nell’ambasciata londinese. “Nella nostra ambasciata – aveva confermato Patino – si sta dando ad Assange ogni tipo d’assistenza necessaria”. Assange sostiene nella sua richiesta, secondo El Comercio, di stare ricevendo minacce di morte, di aver patito un blocco extragiudiziale delle sue finanze, e pone come molto probabile la possibilità di essere consegnato alle autorità degli Stati Uniti, dove per i suoi reati rischia la pena di morte. Il vice-ministro degli Esteri, Marcelo Fernández, scrive ancora El Comercio, crede che il paese debba agire con prudenza sul tema, per non molestare i paesi coinvolti nel caso. Uno dei quali è gli Usa. “Se un paese fa qualcosa che irrita i paesi amici, le relazioni peggiorano”, asserisce Fernández. Ciononostante Washigton ha fatto sapere, tramite il portavoce del Dipartimento di Stato, William Ostick, che la richiesta di asilo di Assange “è una questone che riguarda esclusivamente Svezia, Gran Bretagna ed Ecuador”. Assange è accusato di abuso sessuale in Svezia e rischia di essere anche estradato dalle autorità inglesi negli Stati Uniti, dove verrebbe processato per la divulgazione di migliaia di documenti segreti dell’amministrazione americana. “Il fatto che Assange si sia rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra – conclude il giornale – e la forma con cui il ministero degli Esteri ecuadoriano ha trattato il tema, sono l’ultimo capitolo della catena di episodi che mettono in evidenza la sua vicinanza al paese andino”.

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