Cgil: “Un guazzabuglio iniquo e inadeguato”

Pubblicato il 21 giugno 2012 da redazione

ROMA – Il ddl lavoro è un ‘’guazzabuglio iniquo e inadeguato’’ che la Cgil contrasterà promuovendo per il 26 e il 27 giugno scioperi e manifestazioni in tutta Italia. E’ quanto annuncia il sindacato in una nota.

La Cgil annuncia in particolare un presidio per mercoledì 27 giugno nei pressi di Montecitorio ‘’nel giorno del probabile via libera definitivo’’ al ddl. Secondo il sindacato di corso d’Italia, infatti, ‘’anche alla Camera dei deputati il governo ha imposto il voto di fiducia sulla legge di ‘riforma’ del mercato del lavoro e il Parlamento la voterà nonostante il sindacato, la Cgil in primo luogo e molte altre parti sociali, abbiano definito questa legge sbagliata e controproducente’’.

“Non combatte la precarietà”
Nel definirlo un ‘’guazzabuglio che non migliora la qualità del lavoro nel nostro Paese e non aumenterà l’occupazione’’, il sindacato di Corso d’Italia spiega che il provvedimento ‘’non combatte la precarietà, specie dei giovani, perché mantiene tutte le tipologie precarie nate dalla politica liberista dei Governi Berlusconi, e non universalizza le tutele in caso di perdita del lavoro, anzi riduce drammaticamente la durata dei sussidi e non li estende a chi oggi ne è escluso’’. Con questa legge, secondo la Cgil, si rischia ‘’una recrudescenza della crisi’’ e per questo mette in guardia il governo, aggiungendo che ‘’continuerà la sua lotta con questo governo e con quelli che verranno’’.

Tra le rivendicazioni del sindacato: ‘’Un serio contrasto alla precarietà del lavoro, un regime universale di ammortizzatori sociali, politiche attive del lavoro efficaci e finalizzate a un’occupazione stabile e tutelata, un diritto del lavoro che renda più certa ed esigibile la tutela contro i licenziamenti illegittimi, un vero piano di crescita del paese che promuova la buona occupazione’’. Per queste ragioni martedì 26 e mercoledì 27 giugno ci saranno iniziative di sciopero e manifestazioni nei territori durante i voti di fiducia e, sempre il 27, un presidio a Montecitorio per chiedere di cambiare il ddl sul mercato del lavoro.

Lunedì la fiducia alla Camera, mercoledì
il voto finale
ROMA – La riforma del lavoro approderà in Aula, alla Camera, la prossima settimana. Si inizia lunedì 25 con la discussione generale, poi si voterà su eventuali pregiudiziali e intorno alle 18 il governo porrà la questione di fiducia. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Le dichiarazioni di voto e il voto finale sono previsti il pomeriggio di mercoledì 27 giugno a partire dalle 17. Dunque entro il Consiglio europeo, che si terrà a Bruxelles il giorno successivo.

Secondo quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo, l’Aula di Montecitorio inizierà la discussione generale lunedì 25, a partire dalle 11. Dopo il voto di eventuali pregiudiziali, intorno alle 18 il governo porrà la questione di fiducia sul ddl Fornero che, come al Senato, sarà su 4 articoli con 4 voti diversi.

Le 4 fiducie, una per ciascuno degli articoli del testo, saranno votate tra il pomeriggio del 26 giugno (dalle 18) e la mattina del 27 giugno. Per accelerare i tempi, i gruppi parlamentari avrebbero dato il loro via libera a una autolimitazione delle dichiarazioni di voto. Le dichiarazioni di voto finali, trasmesse in diretta tv, avranno inizio a partire dalle 17. Il voto finale dovrebbe tenersi intorno alle 18.30.

“L’Italia è profondamente impegnata, come governo, in un’articolata riforma del mercato del lavoro”, assicura il ministro del Welfare Elsa Fornero che aggiunge: “Sappiamo che la riforma andrà strettamente monitorata nei suoi effetti” per raggiungere gli obiettivi prefissati. “Le regole del mercato del lavoro – ha sottolineato il ministro – devono puntare all’inclusione ed al dinamismo”. Per il primo obiettivo, ha spiegato Fornero, “è fondamentale l’occupabilità delle persone e per il dinamismo è necessaria una buona flessibilità in entrata e in uscita, politiche del lavoro per fare incontrare domanda e offerta e un sistema di ammortizzatori sociali universali ancorati a comportamenti proattivi”. Poi sottolinea: “Mi associo e formulo anch’io l’auspicio del presidente Monti e anche di alcuni colleghi europei che il Parlamento approvi presto una riforma che io ritengo nel complesso equilibrata”.

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini è ‘’soddisfatto’’ per l’iter accelerato sulla riforma del lavoro. ‘’L’auspicio del presidente del Consiglio -dice- è stato tradotto in realtà dalla capigruppo. Monti si potrà recare al vertice con il voto definitivo del Parlamento e questo darà credibilità all’azione dell’esecutivo’’.

‘’Stiamo parlando del presidente del Consiglio. Le garanzie di Monti sono super sufficienti e non ho motivo di pensare che di fronte alla decisione giusta di porre la fiducia, non ci sia la possibilità di considerare qualche intervento nei prossimi decreti’’, sottolinea il segretario del Pd Pierluigi Bersani, rispondendo alle domande dei giornalisti sull’intesa raggiunta tra il premier e i partiti di maggioranza sulla riforma del lavoro. ‘’In particolare -aggiunge Bersani- chiediamo soluzioni concrete sudli esodati”.

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