Tanzania, Pellizzari è libero dal 2010 era in mano ai pirati

ROMA- Dopo quasi due anni, Bruno Pellizzari è libero. Lo skipper italiano, insieme alla sua compagna sudafricana Deborah Calitz, era stato rapito il 26 ottobre 2010 dai pirati somali mentre si trovavano a bordo dell’ imbarcazione ‘Sy Choizil’ al largo della costa della Tanzania.

L’annuncio della liberazione è arrivato ai familiari dal ministro degli Esteri Giulio Terzi. ‘’Erano straordinariamente felici di questa notizia’’, ha detto il ministro ‘’escludendo che sia stato pagato alcun riscatto’’. Inizialmente i sequestratori avevano chiesto 10 milioni di dollari per la sua liberazione, ma la richiesta si era abbassata a 500mila dollari nel marzo dello scorso anno. Terzi ha anche “ringraziato’’ tutte le Istituzioni che “grazie al loro lavoro tenace hanno consentito di giungere al risultato di oggi, al quale hanno fornito un contributo determinante anche le autorità somale del Governo Federale Transitorio”.

I due “stanno bene’’, secondo quanto riferito dal Dipartimento sudafricano delle relazioni internazionali.
Il rilascio

Da Mogadiscio arrivano poi particolari sulla dinamica del rilascio. Pellizzari e la sua compagna sono stati liberati in seguito a un raid condotto dalle forze di sicurezza e dall’esercito somali, ha reso noto il ministero della Difesa somalo Hussein Arab Isse nel corso di una conferenza stampa.

Le operazioni di “salvataggio sono inziate mercoledì notte e sono durate fino a questa mattina. E come potete vedere i due sono stati liberati in modo sicuro’’, ha detto ieri Isse durante un incontro con i giornalisti al quale era presente anche la coppia, che da anni vive in Sudafrica. Fonti ufficiali hanno precisato che l’operazione ha avuto luogo nella regione del basso Shabelle, nel sud della Somalia. Isse ha aggiunto che potranno esserci altri raid simili. “Sappiamo dove si trovano gli altri ostaggi, compreso l’agente francese, e se i rapitori non li libereranno, lo faremo noi con la forza’’, ha detto il ministro riferendosi all’agente francese dell’intelligence catturato a Mogadiscio nel luglio del 2009.

Urru e Lo Porto
Il governo italiano “mantiene un’attenzione e un impegno costanti” sui casi di Rossella Urru e Giovanni Lo Porto, i 2 italiani ancora nelle mani dei loro rapitori all’estero. Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi parlando dopo la liberazione di Bruno Pellizzari. “Può passare molto tempo da quando il sequestro avviene ma questo non attenua in nessun modo l’impegno del autorità e dei massimi livelli istituzionali nel portarli a casa”, ha sottolineato il ministro.

Condividi: