Azzurri 4-2 all’Inghilterra siamo in semifinale

Pubblicato il 24 giugno 2012 da redazione

KIEV – Un’Inghilterra davvero perfida c’era quasi riuscita a fare il delitto perfetto: ma alla fine di una gara dominata, è l’Italia di Prandelli a guadagnarsi vincendo ai rigori 4-2 la semifinale dell’Europeo con la Germania.

Appuntamento con la storia giovedì a Varsavia, per una sfida che dura da sempre e non solo nel calcio, ma ha trovato proprio in una semifinale, quella vinta dagli azzurri 4-3 al mondiale del ‘70, la sua metafora più riuscita.

A portare l’Italia a Varsavia, dopo che 120’ di tiri in porta e colpi sferrati non erano riusciti a mettere ko un’Inghilterra simile a un pugile suonato e desiderosa solo di arrivare a decidere la gara dal dischetto, è Gianluigi Buffon. L’indiscusso leader azzurro dopo che Montolivo aveva fallito un rigore, ipnotizza Young, che manda il suo sulla traversa, e para quello calciato da Cole. Diamanti chiude la serie azzurra (in rete anche Balotelli, Pirlo con irridente cucchiaio e Nocerino) con classe e freddezza rendendo inutile l’ultimo rigore inglese e rendendo giustizia alla superiotà tecnico-atletica dimostrata dall’Italia per tutti i 120 minuti di gioco.

Come da copione era andato l’avvio di gara, con l’ormai abituale netta superiorità del tifo avversario (parzialmente bilanciata dalla simpatia degli ucraini per gli azzurri) e l’Italia schierata da Prandelli alla ricerca del guizzo in avanti. E dunque spazio, oltre all’attesissimo Balotelli rientrante come titolare, a Montolivo trequartista al posto di Thiago Motta per un 4-3-1-2 dichiaratamente offensivo.

Quanto agli inglesi, confermato il rassicurante 4-4-2 caro a Hodgson con Gerrard e Parker cerniere di centrocampo e Rooney a fare da guastatore in avanti. Squadre bloccate in 40 metri, comunque, e tranne qualche sporadica imbeccata sotto misura, alla ricerca del colpo risolutivo susseguirsi di tiri da fuori area. Il primo, il più significativo, lo faceva partire al volo al 3’ De Rossi di esterno sinistro: la palla a giro finivo sul palo a portiere battuto. Dopo che Buffon aveva neutralizzato con una gran parata un’incursione di Johnson, tentavano la prodezza balistica in successione Parker, Welbeck, Cassano e Balotelli (a più riprese), senza esito. Ma le azioni in profondità e conseguenti occasioni migliori erano azzurre: al 25’ Pirlo metteva Balotelli solo al limite dell’area, e ci voleva un recupero miracoloso di Terry per evitare la realizzazione.

Al 41’ era invece Lescott ad anticipare di un soffio Balotelli smarcato da un colpo di testa di Cassano. E Rooney? Gironzolava nella trequarti, alla ricerca di un’accelerazione buona. Che arrivava su cross dalla destra di Johnson (il migliore dei suoi, a tratti martellante sulla fascia destra): ma il ‘bad boy’ inglese si rivelava buono con gli azzurri e di testa metteva fuori. Quanto al ragazzo cattivo italiano, Balotelli insomma, per non perdere l’abitudine si mandava a quel paese con De Rossi (a lungo trascinatore senza mai sbagliare) in chiusura di primo tempo per una palla persa a centrocampo.
Nella ripresa il paradosso era che il primo errore della gara (sinistraccio fuori da pochi passi) di De Rossi vanificava una grande opportunità: perché il romanista su appoggio profondo di testa di Marchisio si era ritrovato solo davanti a Hart. Ma De Rossi si riscattava subito con un gran destro da lontano che mandava in confusione Hart, sulla cui respinta si avventava Balotelli, con il portiere inglese bravo a ribattere d’istinto: palla a Montolivo che al volo mandava alto. Tre occasioni in pochi secondi certificavano l’incremento di una supremazia italiana indiscutibile già nel primo tempo: l’Inghilterra pensava solo a difendersi e intorno al quarto d’ora addirittura sembrava un pugile alle corde. E il ko lo sfiorava Balotelli con una rovesciata alta di poco. Così Hodgson mandava in campo forze fresche (Walcott e Carroll per Millner e Welbeck).

Ma l’Italia tracimava, senza peraltro segnare perché De Rossi vanificava al 18’ con un tiro alto un’ottima apertura di Pirlo. Young provocava un brivido a Buffon in una rara controffensiva dei bianchi al 21’, poi dopo un lungo corpo a corpo tra le due squadre al 32’ Prandelli sostituiva l’esausto Cassano con Diamanti. Quindi toccava a Nocerino, che subentrava a De Rossi.

Una botta di Diamanti costringeva al tuffo Hart. Un guizzo da goleador di Nocerino al 40’ (“taglio” e tiro ribattuto da Johnson) riaccendeva l’entusiasmo italiano, ma la partita era destinata ai supplementari, visto che in fase di recupero Rooney si mangiava un gol fatto su assist di testa di Carroll. Maggio, entrato al posto di Abate, finiva subito ammonito per un fallo su Young. Ma il ritmo crollava e il primo tiro vero era di Balotelli al 10’ del primo tempo supplementare, anche se all’11’ Diamanti con un tiro-cross a giro di sinistro colpiva il palo e dava un sussulto alla partita. Il bolognese ci riprovava due volte all’inizio del secondo tempo supplementare (una fuori, una alta). Poi, ed era il 114’, offriva una palla bella ma inutile a Nocerino che in fuorigioco metteva in rete.

Decidevano i rigori, dunque: e a fare festa (con il piccolo rammarico dei due giorni di riposo in più a disposizione della Germania) era giustamente l’Italia.

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