DONNE IN CARRIERA: Da Aidda un workshop per crescere

ROMA – In bellissimi locali messi a disposizione dal Banco Popolare, Aidda (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda) ha organizzato un workshop per offrire informazioni e strumenti alle professioniste che vorranno mettersi in gioco e coprire gli spazi che apre la legge 120/2011. Questa legge approvata grazie all’impegno delle On.li Lella Golfo (Pdl) e Alessia Mosca (Pd) prevede che gli organi sociali delle società quotate e partecipate in scadenza dal 12 agosto 2012 dovranno essere rinnovati riservando una quota pari ad almeno un quinto dei propri membri alle donne. Questa quota dovrà crescere a partire dal secondo e terzo rinnovo degli organi sociali fino ad arrivare nel giro di 10 anni a garantire pari opportunità alle donne affinchè possano ricoprire incarichi di alto livello e responsabilità che oggi sono ancora in grande maggioranza occupati da uomini.

Si cerca così di coprire un vuoto gravissimo dal momento che l’Italia è posizionata in coda alla classifica europea e paesi come la Cina hanno medie superiori alle nostre.

Ben sapendo che le donne non affrontano nuove sfide se non si sentono più che preparate, Aidda ha organizzato un workshop al quale hanno partecipato donne provenienti da tutta Italia. Tra gli oratori personalità di spicco del mondo dell’economia e della politica, esperti e dirigenti del settore pubblico e privato. Due giorni serratissimi in cui le donne hanno potuto ricevere informazioni qualificate e risposte ad ogni loro quesito. Ma l’incontro al tempo stesso ha voluto sottolineare la serietà e capacità professionale delle sue associate da tempo impegnate nella gestione delle aziende.
Aidda conta 1100 iscritte rappresentando un punto di riferimento importante per tutte le donne che guidano o rivestono ruoli di responsabilità nelle imprese italiane. Nata a Torino nel 1961, grazie ad Elisabetta Tamagnone, dirigente della Saima, l’Associazione Imprenditrici e Donne dirigenti di Azienda compie ora 50 anni ed è diventata un importante punto di riferimento non soltanto per le donne imprenditrici ma anche per tutte coloro che desiderano intraprendere una carriera nel mondo del management.

Il primo convegno organizzato durante il suo primo anno di vita aveva come titolo: “L’evoluzione della donna italiana nei posti di responsabilità”.

Per quanto riguarda l’imprenditoria femminile l’Italia è al primo posto in Europa. Dimostrando con i fatti che le donne sono più duttili ai cambiamenti, più creative e disposte a mettersi in gioco, il 16 per cento delle lavoratrici italiane ha scelto la strada dell’autonomia e si inventa il proprio lavoro. Un modo per fronteggiare la disoccupazione che, quando si parla di donne, tocca picchi preoccupanti. Solo il 46 per cento delle donne ha un lavoro e nel centro sud la situazione è ancora più drammatica. Eppure uno studio indica che se l’occupazione femminile raggiungesse il 60 per cento (come da impegni presi a Lisbona) il PIL italiano crescerebbe del 7 per cento.

Le statistiche dimostrano che l’imprenditoria femminile ha tassi di redditività superiori alla media e che quando le donne entrano nel mercato creano nuovi posti di lavoro. Si calcola che nascano 15 nuovi posti per ogni 100 donne che lavorano in proprio. In genere sono piccole imprenditrici ma ce ne sono anche molte che dirigono aziende medie e grandi.

Le iscritte Aidda operano per un 33 per cento nel commercio e per un 32 per cento nell’industria con presenze di primissimo piano in campi come abbigliamento, alimentari, arredamento, chimica, edilizia, editoria, metalmeccanica, nell’area dei servizi e in quelle di agricoltura e artigianato. Sul territorio è attiva con 14 delegazioni regionali. È membro della Fcem (Femmes Chefs d’Enterprise Mondiales), associazione fondata nel 1945 a Parigi da Madame Yvonne Edmond Foinant che, quando il marito partì per la guerra nel 1914, assunse le redini della loro azienda metalmeccanica nelle Ardenne.

La sua forza di volontà e il suo esempio furono importantissimi per imprimere al mondo del lavoro femminile una grande spinta in quanto, oltre a svolgere la sua attività aziendale, si spese moltissimo affinchè alle donne venissero riconosciuti nelle aziende gli stessi diritti e vantaggi riconosciuti agli uomini. Fce nasce proprio per mettere in risalto le capacità imprenditoriali delle donne e promuovere una solidarietà al femminile senza frontiere.

È lo stesso obiettivo che segue in Italia Aidda guidata oggi da Franca Audisio, una donna pacata ma determinata che presiede Dual Sanity spa, una azienda leader nel mercato delle protesi e supporti sanitari nella quale lavorano 170 persone. Consigliera all’Unione Industriale di Torino e membro del Collegio dei Probiviri è stata eletta Presidente nazionale Aidda il 19 novembre del 2011. Ciò che colpisce positivamente della sua presidenza è l’orizzontalità che nasce da un’autorevolezza che non ha bisogno di essere “mostrata” e dal rispetto per le donne che la accompagnano in questa nuova sfida. Audisio è determinata a proseguire e approfondire le conquiste ottenute da Aidda in questi cinquant’anni e che prevedono l’inserimento nelle Camere di Commercio e nei luoghi in cui si discute e si prendono decisioni sul lavoro di genere. A sostegno delle nuove generazioni e in particolare delle giovani donne che desiderano intraprendere attività in proprio, Franca Audisio apre le porte delle varie aziende associate per stage che permetteranno una full immersion nel mondo della produzione. Una vasta rete di contatti internazionali è garantita sia attraverso Fcem che con progetti mirati, sempre nell’ottica di una solidarietà al femminile che permetta a tutte di crescere insieme.

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