Progetti e speranze del PD nel mondo

CARACAS.- In America latina per una serie di incontri, Eugenio Marino, responsabile Italiani nel Mondo del Partito Democratico, conclude la sua visita in Venezuela e, prima di lasciare Caracas, ha fatto con “La Voce” il punto della situazione su diversi argomenti che interessano e preoccupano i nostri connazionali.
Appare sicuro, Eugenio Marino, sicuro dei prossimi successi del suo Partito

Gli chiediamo ragguagli sulla sua visita.

– Ho incontrato Rafael La Cava, Sindaco di Puerto Cabello e Tania D’Amelio del Consiglio Nazionale Elettorale, Mariano Palazzo, della Federazione Associazioni Italo Venezuelane, Pietro Caschetta, Presidente del Centro Italiano Venezolano di Caracas, Esponenti delle varie Associazioni italiane in Venezuela, il Consigliere del CGIE Coletta. –
– Parliamo della Riforma Costituzionale che prevede la riduzione dei parlamentari e, naturalmente, di quelli della circoscrizione estero. Secondo lei, quanti deputati e senatori saranno eletti nella circoscrizione dell’America Meridionale?
– Per ora è stato ridotto il numero dei deputati che da 630 sono scesi a 508 e quelli eletti all’estero, da diciotto diventano dodici.

– Ben sappiamo che i deputati eletti all’estero devono rappresentare un contatto diretto con i nostri connazionali. Come
è possibile fare un lavoro tanto importante con un così esiguo numero di rappresentanti?

– Lo so. Ma la cosa è stata inevitabile. Avremmo voluto mantenere un numero maggiore, purtroppo. Spero comunque nella riforma del Comites e del CGIE che sono di grande importanza nell’ottica dei poteri generali e di rappresentanza-

– A prescindere dalla quantità, ciò che conta è il peso specifico che riusciranno ad avere i nostri parlamentari all’interno delle forze politiche del paese. Lei crede che il Partito Democratico abbia sufficientemente sostenuto le battaglie dei suoi parlamentari eletti all’estero?

– Certo che si! Non c’è alcun dubbio!!!

E il dott. Marino torna ancora a fare enfasi su Comites e CGIE: – È essenziale la loro riforma- sottolinea convinto – una riforma che rafforzi i loro poteri generali e di rappresentanza-.

– Alla luce delle prossime elezioni e come responsabile del dipartimento italiani all’estero del Pd, quali circoscrizioni considera più deboli e quali “più sicure” per i candidati del suo partito?

– Io credo che possiamo considerarle tutte “sicure”. I nostri rappresentanti hanno eseguito nel passato un eccellente lavoro ed è sulla base di tale lavoro che ci muoviamo.

– Esiste la speranza che un governo a maggioranza PD restituisca al capitolo “italiani all’estero” i fondi che sono stati decurtati già dall’ultimo Governo Berlusconi con gravissimo danno per l’assistenza sanitaria che era stata avviata del viceministro Danieli e per la diffusione della lingua e cultura italiane?

– Questo è uno degli impegni che prenderà il Partito Democratico. Sono ormai vari anni che lotta per evitare i tagli a questo capitolo tanto importante per mantenere saldi i legami tra l’Italia e le comunità all’estero.

– Cosa pensa della stampa italiana all’estero?

– La stampa italiana, così come “La Voce d’Italia” ha fatto e seguita a fare, da sessanta anni a questa parte, un importante lavoro. Rappresenta un raccordo fondamentale tra le nostre comunità all’estero e l’Italia. Noi del PD abbiamo criticato la decisione, ingiusta e incoerente, dell’Italia di “tagliare” i fondi destinati ai giornali italiani all’estero perchè consideriamo fondamentale la loro presenza per la difesa degli interessi dei connazionali.

– Cosa spera per il futuro del suo partito?

– Siamo un Partito grande e la nostra presenza è in tutto il mondo: Asia, Africa, Oceania, Antartide. Si tratta di far operare al meglio questa grande forza.

Anna Maria Tiziano

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