Spending review, Pd-Pdl a Monti: «Non tirare a campare»

Pubblicato il 02 luglio 2012 da redazione

ROMA – Prende corpo il decreto di revisione della spesa pubblica, che sempre più somiglia ad una manovra fatta di tagli anche lineari e proprio per questo scatena l’altolà di Pd, Pdl e sindacati alla vigilia dell’incontro di Mario Monti con le parti sociali sulla spending review. Il Pd non vuole tagliare la spesa sociale mentre sul corposo dimagrimento della spesa pubblica che il governo va delineando in queste ore il leader Cisl Raffaele Bonanni, in sintonia con Cgil e Uil, minaccia:
– Se occorrerà uno sciopero generale lo faremo.

Per tutta la giornata di ieri, e ancora in serata, Monti ha proceduto nel suo lavoro istruttorio con diversi ministri. Ma il premier, con toni anche ruvidi, ricorda che i sacrifici di oggi sono figli delle leggerezze di ieri e invita i partiti a comportarsi di conseguenza

– Se per decenni – dice il premier – si indulge ad assecondare un superficiale ‘tiriamo a campare’ e a iniettare nella mente dei cittadini la sensazione che un Paese con mille risorse, compreso l’estro, possa non affrontare i seri problemi che altre nazioni hanno preso di petto, forse deve venire il momento in cui si affrontano i problemi. Non farlo è un danno non solo per l’economia ma per lo stesso sistema democratico.

Monti spiega che si dà l’idea che ‘’la democrazia parlamentare non riesce a prendere decisioni di lungo periodo e si finisce per alimentare lo scetticismo dei cittadini verso quello che resta il miglio sistema politico del mondo’’.
Ma i partiti restano ugualmente in allerta sui tagli che non condividono.

– Credo che nessuno auspichi l’aumento dell’Iva – ragiona Bersani – e quindi dobbiamo trovare altre soluzioni, discutendo della spesa della pubblica amministrazione. Ma senza andare a toccare la sostanza e la risposta sociale. Siamo pronti a dare il nostro contributo da partito di governo che rifiuta ogni demagogia, ma che intende riferirsi sempre alla centralità della questione sociale e del lavoro.

Il Pd chiede dunque di non essere mero spettatore. E anche il Pdl non vuole firmare cambiali in bianco sulla spending review.

– Il nostro atteggiamento è costruttivo e positivo – apre cauto il capogruppo dei deputati Fabrizio Cicchitto -, ma vogliamo conoscerla prima per poterci riflettere sopra. Vogliamo vedere la qualità e la quantità dell’intervento.

Fli e Udc si schierano invece, come di consueto, con Monti chiedendogli di non farsi condizionare. Dall’Idv arriva intanto la cruda accusa al premier di ‘’far cassa irresponsabilmente sulla pelle dei lavoratori’’.

Oggi c’è il vertice con le parti sociali (‘’il governo si aspetta molto da questo incontro’’, olia gli ingranaggi il ministro
Andrea Riccardi) e poi quello con gli enti locali, che implorano di limitare tagli a sanita’ e trasporti.

Insomma, nonostante le borse in rialzo, lo spread in calo e le parole di ottimismo pronunciate nelle ultime ore da Monti (‘’comincia a vedersi la luce in fondo al tunnel’’), il clima è nervoso ed il passaggio per il governo stretto.

– In maggioranza prevalga il senso della responsabilità – invita alla concordia il presidente del Senato Renato Schifani, alla vigilia del report di Monti in Parlamento sul Consiglio europeo e della mozione di sfiducia al ministro Elsa Fornero.

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