Il Cdm di venerdì varerà il primo decreto

ROMA – Il Cdm potrebbe varare un primo decreto di tagli alla spesa pubblica tra giovedì e venerdì da 5-7 miliardi a valere sul 2012. Poi un secondo provvedimento arriverebbe in estate e il resto dell’intervento sarebbe affidato alla Legge di Stabilità che sarà approvata in autunno. Sarebbe questo a quanto si apprende il calendario degli interventi che il governo sta mettendo a punto nel corso di una ‘girandola’ di incontri a Palazzo Chigi tra singoli ministri ed il premier, Mario Monti. Ma ieri sera si stava ancora lavorando a diversi ‘scenari’ per definire il menù dei tagli da presentare oggi alle parti sociali e agli enti locali. La tempistica dipenderebbe così anche dalla reazione di sindacati, imprese e amministratori locali e dal grado di ‘condivisione’ che si raggiungerà all’interno dell’esecutivo.

Quando si tratta di tagliare ‘trovare la quadra’ è infatti decisamente difficile. Lo dimostrano i malumori dei sindacati con il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che minaccia lo sciopero generale nel caso in cui si confermino i tagli pesanti ai travet. Ma anche il segretario della Cgil Susanna Camusso continua a dire: gli statali ‘hanno già compiuto sacrifici con il blocco per tre anni dei contratti’ e ‘con strette ulteriori la crisi si avviterà su sè stessa’.

E non va certo meglio nel ‘comparto’ Giustizia dove l’annunciato taglio dei piccoli tribunali sta già facendo agitare le acque. Resta poi sempre aperto il nodo della sforbiciata alle spese per la sanità per le quali arriva intanto un paniere di beni e servizi acquistati dal Servizio Sanitario nazionale pubblicato online dall’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (Avcp) al termine di un minuzioso lavoro di indagine. Obiettivo: razionalizzare la spesa dagli alimenti ai pazienti fino alle lavanderie attraverso dei costi ‘convenzionali’, cioè validi per tutti.

Ma oltre alle sforbiciate mirate sui singoli settori non lascia certo sereni anche l’arrivo del ‘pacchetto-Bondi’: il supercommissario sta infatti lavorando al taglio degli acquisti di beni e servizi da parte di tutti i dicasteri. Insomma tagli a profusione soprattutto per evitare l’aumento di due punti dell’Iva a ottobre e per reperire risorse da destinare alle vittime del terremoto e, ad esempio, al rifinanziamento delle missioni internazionali. L’entità del primo decreto dovrebbe così essere tra i 7 e gli 8 miliardi. Risorse che servirebbero a centrare il pareggio di bilancio senza nuovi interventi fiscali (leggi Iva). E al momento – spiegano fonti dell’esecutivo – ‘’il Governo è determinato ad andare avanti’’. Questo nonostante anche molti mal di pancia all’interno della maggioranza (‘’non è accettabile toccare il sociale’’, dice il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani). Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, esprime infine una speranza: che con il taglio si reperiscano abbastanza risorse sia per abbassare la pressione del fisco, sia per reperire liquidità sufficiente a far ripartire la crescita.