PM INGROIA: “L’Italia è un paese senza verità”

ROMA – “L’Italia è un Paese di irresponsabili, senza giustizia e senza verità. La giustizia e la verità cui hanno diritto le vittime, i familiari delle vittime, i cittadini. Per riconquistare il piacere di sentirsi cittadini di questa Repubblica”. E’ quanto afferma il sostituto procuratore di Palermo in un intervento sul blog di Beppe Grillo. Secondo Ingroia “ognuno di noi ha il diritto” di fare tutto ciò che può “per conquistare la verità e pretenderla a voce alta. Passate parola tra voi cittadini”.

“L’Italia – afferma il procuratore aggiunto alla procura distrettuale antimafia di Palermo – è un paese senza verità sulle stragi, sui grandi delitti polico-mafiosi” è “incapace di illuminare gli angoli bui e sporchi del suo passato, senza coraggio, dove a volte la ragione di Stato è finita per prevalere sulle ragioni del diritto, sulle ragioni della giustizia”; “troppi fatti determinati della sua storia sono rimasti ancora avvolti da una nebbia di silenzi, di menzogne, di reticenze a volte perfino anche istituzionali, di una verità dimezzata e negata”. Ma, avverte Ingroia, “un Paese che non riesce a conquistare tutta la verità sulla sua origine, sulla storia di fatti sanguinosi come le tante stragi, è un Paese che non potrà mai crescere, mai conquistare la democrazia”. E “un Paese che rimane senza passato e senza memoria, perché non ha verità sul suo passato, non può costruire nessun futuro”. Il pm, secondo cui “alla verità inevitabilmente corrisponde sempre la responsabilità”, sottolinea che c’è “gran parte del Paese che è allergica alla verità e… troppo affezionata, soprattutto la nostra classe dirigente, al principio di irresponsabilità attraverso la ricerca dell’impunità, dell’impunità penale e dell’impunità politica, secondo il criterio per cui nessuno deve rispondere dei fatti che ha commesso, esattamente il contrario dei principi di uno stato di diritto e di una democrazia”.

“Noi – continua Ingroia sul blog di Grillo – fino a quando non conquisteremo una sufficiente parte di verità, fino a quando non ristabiliremo principi di responsabilità, non diventeremo mai una democrazia. Il nostro – ribadisce – è un Paese senza responsabilità: troppi assassini in libertà, troppi mandanti di stragi ancora col volto coperto, perché alla magistratura non vengono dati strumenti efficienti, perché non ci sono circuiti di responsabilità che vigilano in un paese avanzato e democratico di responsabilità politica e morale”. “Noi – continua – siamo orfani della verità”, e “di fronte a questo scandalo di un Paese che non riesce a conquistare la verità su quella stagione cruciale della sua storia, non vogliamo che l’Italia resti soltanto un paese degli scandali. Vogliamo costruire un’Italia diversa, vogliamo costruire un’Italia libera per liberarla dal ricatto dei poteri criminali di ogni specie. Io credo che i cittadini debbano interpretare il loro ruolo di cittadini nel modo più attivo possibile, impegnarsi ciascuno per la sua parte, ciascuno nel suo ruolo, ciascuno nel ruolo che svolge nella società per dare il proprio contributo per conquistarla insieme questa verità, pretendendo ed esigendola, da cittadini, perché la verità è difficile, imbarazzante, può essere solo frutto di una conquista collettiva, di uno sforzo collettivo. Bisogna spalancare ogni porta chiusa, ripristinare il binomio verità e giustizia per costruire il Paese, per costruire una vera democrazia come fecero i nostri padri costituenti”.

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