Con Peña Nieto il Pri torna al potere dopo 12 anni

Pubblicato il 03 luglio 2012 da redazione

CITTÀ DEL MESSICO – “Siamo una nuova generazione, non ci sarà ritorno al passato, il mio governo guarderà al futuro”. E’ questa la promessa fatta agli elettori messicani da Enrique Peña Nieto nel primo discorso a caldo dopo la sua elezione alla presidenza con cui ritorna al potere, dopo 12 anni, il Partido Revolucionario Institucional, il partito-stato che ha retto il Messico per 71 anni e che è stato per anni simbolo di corruzione e autoritarismo.

E il 46enne ex governatore dello stato del Messico ha riconosciuto che la sua elezione costituisce “una nuova opportunità per il mio partito e noi sapremo onorarla in accordo con le esigenze del 21esimo secolo”. Nel suo discorso Peña Nieto ha voluto poi prendersi l’impegno di continuare la lotta al crimine organizzato – i gruppi di narcos che stanno da anni insaguinando il paese con un vera e propria guerra che ha fatto oltre 50mila vittime – avviata dal presidente uscente Felipe Calderón.

“La lotta contro il crimine continuerà con una nuova strategia tesa a ridurre la violenza e proteggerà prima di tutto la vita dei messicani, e voglio che sia molto chiaro che di fronte al crimine organizzato non vi sarà nessun patto e nessuna tregua”, ha detto, riconoscendo gli sforzi fatti finora da Calderón su questo fronte.

A questo proposito il nuovo presidente ha detto che intende avviare un processo di riconciliazione nel paese e di unità: “è arrivato il momento di mettere da parte le nostre differenze e privilegiare i nostri punti in comune, il paese ci domanda ancora lavoro, collaborazione e soprattutto risultati. E’ il momento – ha aggiunto – di iniziare la riconciliazione nazionale, il momento di guardare in avanti”.

“Questa è una notte di festa perché ha vinto il Messico – ha concluso ringraziando tutti i suoi sostenitori, la famiglia e la moglie, l’attrice di telenovela Angelica Rivera – assumo con emozione, grande impegno e piena responsabilità il mandato che i messicani mi hanno affidato”.

Il presidente uscente Felipe Calderón si è congratulato con Peña Nieto assicurandogli la massima collaborazione nel lungo periodo fino al primo dicembre, quando ci sarà il passaggio di consegne. “Faccio i miei sinceri auguri per il successo del prossimo governo per il bene di tutti i messicani” ha detto Calderón che ha assicurato “l’assoluta disposizione a collaborare” per una transizione del potere che avvenga in modo “ordinato, trasparente ed efficace”. Calderón ha poi riconosciuto il “valore e la generosità” di Josefina Vázquez Mota, la candidata del suo Partido Acción Nacional, arrivata solo terza con il 25% dei voti. Il capo dello stato uscente ha poi invitato i messicani a rispettare i risultati elettorali sottolineando che “in democrazia non vi sono vittorie o sconfitte permanenti, ho sempre creduto che quando ci sono elezioni veramente libere a vincere è il popolo del Messico”.

In Messico vi è un solo turno alle elezioni presidenziali: vince chi ottiene più voti. Il mandato dura sei anni e non è possibile ripresentasri per un secondo. Peña Nieto guida un paese che è ormai la 14esima economia del mondo, ma che deve affrontare la piaga della violenza legata al narcotraffico, costata 50mila morti durante la presidenza di Calderón.

López Obrador pensa di impugnare risultati voto
Andrés Manuel Lopez Obrador ha annunciato che probabilmente farà ricorso contro i risultati delle elezioni presidenziali messicane, se li terrà “fraudolenti”. Il candidato del Partito della rivoluzione democratica ha ripetutamente affermato che la vittoria di Enrique Peña Nieto, candidato del Partito rivoluzionario istituzionale (Pri), sia stata scorretta: “I media hanno sponsorizzato Peña Nieto, hanno manipolato, hanno ingannato. Questa è stata una elezione veramente sporca”.

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