Calcioscommesse, attesa per le sentenze e l’audizione di Conte

Pubblicato il 03 luglio 2012 da redazione

ROMA – Il suo interrogatorio era annunciato quanto atteso, ma ora c’é anche una data: il tecnico della Juventus, Antonio Conte, sarà ascoltato dalla Procura federale assieme al presidente del Siena, Massimo Mezzaroma, il prossimo 13 luglio. L’ex tecnico senese e il numero uno dei bianconeri toscani dovranno dimostrare agli 007 federali la loro estraneità nelle presunte combine di alcune partite relative alla stagione 2010/2011, denunciate dai ‘pentiti’ Filippo Carobbio (riconvocato il 10 luglio) e Carlo Gervasoni. Lo juventino rischia quanto meno un’omessa denuncia.

Il procuratore Stefano Palazzi, infatti, ritiene Carobbio attendibile e su di lui, e Gervasoni, ha basato anche l’impianto accusatorio del processo al calcioscommesse nato dalla seconda tranche dell’inchiesta della Procura di Cremona. Procedimento giunto ormai al secondo grado di giudizio e la cui fase dibattimentale, svoltasi all’ex ostello della gioventù del Foro Italico, si è chiusa proprio ieri: le sentenze sono attese per venerdì o sabato, al massimo. E, paradossalmente, nel giorno in cui un processo si avvia alla conclusione se ne staglia un altro all’orizzonte che obbligherà diversi big della Serie A a transitare per via Po, grazie alle carte trasmesse dalle Procure di Napoli e Cremona (ter).

Conte, appunto, tirato in ballo da Carobbio per le combine di Novara-Siena (2-2, del 3 aprile 2011) e poi di AlbinoLeffe-Siena (1-0, del 29 maggio 2011). ‘Ci fu un accordo per far finire la gara in parità – racconta Carobbio agli inquirenti riferendosi alla gara con i piemontesi -, in effetti ne parlammo anche durante la riunione tecnica e quindi eravamo tutti consapevoli del risultato concordato, soprattutto al fine di comportarsi di conseguenza durante la gara; lo stesso allenatore, Antonio Conte, ci rappresentò che potevamo stare tranquilli in quanto avevamo raggiunto l’accordo con il Novara per il pareggio’.

Il Siena trema per Conte e Mezzaroma (che dovrà rispondere anche della presunta combine del match col Modena), ma non è il solo. Tra i dirigenti saranno ascoltati, infatti, anche il numero uno del Pescara, Daniele Sebastiani (l’11 luglio), e, in Serie B, Piero Camilli, presidente del Grosseto (il 13 luglio). Basterà però attendere soltanto due giorni per vedere comparire in Procura i primi volti noti al grande pubblico.

Domani, infatti, sfilerà mezza squadra del Napoli: toccherà al portiere Morgan De Sanctis, tornato a disposizione dopo l’impegno europeo con la Nazionale, e, 24 ore dopo, all’ex Matteo Gianello, reo confesso del tentativo di alterazione della gara Sampdoria-Napoli (1-0, del 16 maggio 2010), e poi a capitan Paolo Cannavaro, a Gianluca Grava, al tecnico Walter Mazzarri (anche se la sua audizione potrebbe essere rinviata) e all’ex Giuseppe Mascara.

Nel frattempo, però, la giustizia sportiva non si ferma. La Corte di Giustizia Federale, presieduta da Gerardo Mastrandrea, in camera di consiglio dovrà decidere sui 45 ricorsi presentati dopo le sentenze della Commissione Disciplinare. Il dispositivo é atteso per il week-end. Lo aspettano 10 dei 14 club sanzionati due settimane fa (rispetto al primo grado non hanno presentato ricorso la dilettante Avesa e le fallite Ancona, Piacenza e Ravenna), e altri cinque che si sono presentati come parti terze (Nocerina, Vicenza, Gubbio, Cesena e Barletta).

Spera in uno sconto l’AlbinoLeffe, penalizzata di 15 punti (e 90mila euro) dalla Disciplinare (Palazzi aveva chiesto 27 punti).

“La mia società è vittima dei suoi giocatori, ha dichiarato oggi in aula il presidente del club, Gianfranco Andreoletti -. 15 punti di penalità equivalgono a condannare il club a morte sicura. Attraverso la sentenza avete la possibilità di dare credibilità alla giustizia del mondo del calcio, solo così ci saranno imprenditori che investiranno su di esso”.

Tra i club di A, attendono il verdetto Pescara (penalizzato due punti), Sampdoria (50mila euro) e Siena (50mila euro), qui coinvolto marginalmente per la responsabilità oggettiva sul tesserato Carobbio. Così come i trenta tesserati che hanno presentato ricorso. A spaventare il club toscano e parte della Serie A è però il prossimo processo.

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