Squinzi: “Parole fraintese Lo spread non è colpa mia”

ROMA – Le critiche, la replica e l’intervento chiarificatore. Dopo due giorni di polemiche a distanza, a suon di dichiarazioni di fuoco (scatenate dal rischio di ‘’macelleria sociale’’ e accompagnate dal voto di insufficienza), ieri il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, torna a parlare del rapporto con il governo Monti e getta acqua. Premette che le sue frasi sono state fraintese perchè ‘’decontestualizzate’’, ‘’estrapolate’’ dal discorso complessivo di sabato a Serravalle Pistoiese, nel faccia a faccia con il leader della Cgil, Susanna Camusso, e utilizzate ‘’strumentalmente’’.

Esprime ‘’apprezzamento’’ per l’azione messa in campo dall’esecutivo e dal Professore, che ‘’ci hanno ridato credibilità internazionale’’, pur non nascondendo però che ‘’c’è ancora tanto da fare’’, ma non accetta l’accusa di danneggiare l’Italia ed anche le imprese e di far muovere lo spread.

– Non sono le mie dichiarazioni a far salire o scendere lo spread. Purtroppo sono le condizioni dei mercati, i nodi del Paese – afferma Squinzi rispondendo direttamente alle affermazioni del premier. E sul rapporto con la Cgil nega che vi sia un ‘’asse’’, parla di ‘’dialogo’’.

Il numero uno di viale dell’Astronomia interviene all’assemblea degli industriali di Lucca. Innanzitutto considerando le critiche ingenerose.

– Non me le aspettavo. Sono polemiche basate su frasi decontestualizzate dal discorso generale in cui il senso era diverso – dice ‘’confermando’’ tuttavia il ‘’contesto generale’’. Ripete che sulla spending review ‘’siamo stati i primi a sostenere la necessità di fare quanto proposto dal governo’’: è ‘’il passo nella direzione giusta’’.

– Abbiamo apprezzato il decreto sviluppo anche se c’è ancora qualche mancanza, come sulla ricerca; dal primo momento, abbiamo accettato e apprezzato la riforma delle pensioni che per le imprese è sicuramente onerosa.
E sulla riforma del lavoro che invece ‘’non abbiamo apprezzato fino in fondo’’ tende la mano assicurando la collaborazione e cogliendo l’assist del ministro Elsa Fornero.

– Non voglio polemiche – afferma Fornero parlando in mattinata da Ivrea -. Il Governo deve collaborare con le imprese. E noi siamo qui per provarci.

Squinzi responde:
– Siamo qui per collaborare con il governo e introdurre correttivi di miglioramento.

Anche parlando della Cgil, il presidente di Confindustria tiene a sottolineare che ‘’non è in atto un asse’’ ma di essere ‘’uomo di dialogo’’:

– Siamo pronti a parlare con tutti e a trovare delle soluzioni con tutti. Siamo sulla stessa barca e dobbiamo remare nella stessa direzione. Insomma – dice -, noi apprezziamo quello che questo governo sta facendo. Sicuramente. Anche se c’è ancora tanto da fare.

Ma la polemica, intanto, in questi giorni ha coinvolto anche gran parte del mondo politico, oltre che imprenditoriale, tra difensori e non.

– E’ stato mal interpretato oppure il suo è stato un errore di comunicazione – è la convinzione del leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. Mentre il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, preferisce starne fuori e ‘’stare al concreto’’. Il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, chiede invece ‘’sobrieta’’’. Mentre, ieri in serata, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha accolto con favore che si sia ‘’corretto: probabilmente il suo messaggio è stato enfatizzato, strumentalizzato eccessivamente’’.

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