Il senato approva il decreto 3.539.464 euro disponibili

ROMA – Nella tarda serata di lunedì, il Senato ha approvato il decreto che rinvia le elezioni di Comites e Cgie.
La discussione, ripresa in mattinata, era stata sospesa per cercare di capire quanti soldi – di quelli inizialmente destinati alle elezioni – erano effettivamente disponibili per una rassegnazione a lingua e cultura, assistenza e funzionamento dei Comites già da questo 2012. La cifra, inizialmente 6,7 milioni di euro, era scesa, secondo le prime comunicazioni del Mef riportate dalle Commissioni, a 1 milione e 539mila euro. ma è cambiata ancora, per fortuna in meglio: il senatore Azzolini ha infatti confermato che i soldi a disposizione sono 3.539.464 euro, anche se, ha voluto precisare, “non risulta chiaro dal report che ci è stato consegnato quali sono i provvedimenti che hanno consentito l’attingimento dai capitoli di bilancio”.

In ogni caso, la cifra è stata ritenuta sufficiente, per la Commissione Bilancio, a coprire l’emendamento presentato dai relatori Mantica e Tonini.

Fantetti (Pdl) ha espresso il suo “disappunto” perché “si sancisce un principio molto grave in base al quale il Governo indica al Parlamento l’opportunità, ovvero la possibilità di rinnovare un’assemblea elettiva prevista da una legge dello Stato sulla base o meno degli stanziamenti, quindi della capacità economica necessaria a organizzare queste elezioni. Io non vorrei fare paragoni impropri, ma questa è un’Aula, quindi un’Assemblea elettiva degli italiani prevista da una legge dello Stato, per la quale non vorrei mai che un giorno il Governo si presentasse a dire che non è possibile effettuare il rinnovo previsto della legge perché mancano i fondi”.

Critico anche Micheloni (Pd): “3,5 milioni sono la metà dei soldi previsti per le elezioni; al Ministero degli affari esteri da dieci giorni è di pubblica notorietà il fatto che i soldi erano stati spesi e che in effetti restavano 1,5 milioni. Il Governo ha impiegato due giorni per trovare, non so dove, 2 milioni, e siamo arrivati a 3,5 milioni, ma deve essere chiaro che con questa somma a settembre non si riaprono i corsi di lingua e cultura italiana nel mondo. Anche con i 6,7 milioni si poteva tentare una sopravvivenza, ma convincendo delle persone che in buona parte fanno del volontariato ad assumersi delle responsabilità economiche al posto dello Stato. Pertanto io non posso proprio capire questa soddisfazione”.