Bambini-soldato in Congo: 14 anni a Lubanga

BRUXELLES – “La condanna a 14 anni di carcere per Thomas Lubanga è un buon segnale della volontà di lottare all’impunità ma anche una consolazione per tutte le famiglie delle vittime dell’Ituri che piangono i figli morti al fronte, per quei ragazzi che hanno visto il proprio futuro cancellato” dice Dolly Mbefo-Mbunga, direttore dell’organizzazione congolese dei diritti umani ‘Voix des sans voix’ (Vsv), a poche ore dalla sentenza arrivata dalla Corte penale internazionale (Cpi). Lo scorso marzo all’unanimità il tribunale con sede all’Aia (Olanda) aveva riconosciuto il fondatore e dirigente dell’Unione dei patrioti congolesi (Upc) “colpevole di crimini di guerra”, tra cui reclutamento di bambini soldati.

“Se la gente si è rallegrata all’annuncio della condanna, non pochi si aspettavano una pena più severa vista la gravità dei fatti e l’alto numero delle piccole vittime” prosegue l’attivista. All’indomani della prima sentenza mai emessa dalla Cpi, il procuratore generale Luis Moreno Ocampo aveva richiesto 30 anni di carcere, sottolineando che “se dovessimo chiedere un anno per ogni bambino arruolato, si andrebbe ben oltre il limite di 30 anni” previsto dallo Statuto di Roma, atto di nascita della corte.

“Le atrocità commesse da Lubanga hanno scosso le coscienze di tutti i congolesi, ma non solo, e pertanto non potevano rimanere impunite. Tuttavia la condanna odierna deve rappresentare solo la prima tappa sul lungo percorso di giustizia per le vittime dell’Ituri” insiste il direttore di ‘Vsv’, secondo chi “vanno processati tutti quelli che hanno armato Lubanga e altri capi ribelli a cominciare dal generale Bosco Ntaganda, da tempo ricercato dalla Cpi per essere co-imputato nel stesso processo e che da aprile ha ripreso a seminare morte e desolazione” nella provincia del Nord-Kivu (est).

Da aprile ex ribelli del Congresso nazionale per la difesa del popolo (Cndp, tutsi) di Ntaganda stanno disertando le forze armate nelle quali erano stati integrati sulla base degli accordi di pace firmati nel 2009 col governo di Kinshasa. Negli ultimi giorni i disertori, confluiti nella nuova forza ribelle del Movimento del 23 marzo, hanno conquistato importanti centri dell’Est come Bunagana, alla frontiera con l’Uganda, e sei altre località della provincia, tra cui Rutshuru; dalle ultime notizie si starebbero incamminando verso Goma, capitale provinciale. Nel confinante Uganda la Croce Rossa locale fa fatica ad accogliere i congolesi in fuga per la scarsità di risorse a disposizione. Negli ultimi giorni sono arrivati più di 4500 rifugiati, ma in tutto, da aprile, almeno 16.270 persone sono state registrate nel centro di transito di Nyakabande a Kisoro.

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