Concertazione, Camusso: “Monti non sa di cosa parla”

ROMA – L’Italia ha intrapreso “un percorso di guerra durissimo” ha detto il premier Mario Monti all’assemblea dell’Abi. In passato, ha aggiunto, ci sono stati “esercizi profondi di concertazione” che “hanno generato i mali contro cui noi combattiamo e a causa dei quali i nostri figli non trovano facilmente lavoro. Mi auguro che tutte le parti sociali si ispirino all’atteggiamento di collaborazione” dimostrato dal presidente dell’Abi Giuseppe Mussari.

– Le parti sociali – ha aggiunto – debbano restare parti, ed essere viste dalla società come parti vitali e parti importanti, ma non soggetti nei confronti dei quali il potere pubblico dia in outsourcing responsabilità politiche.

I risultati del vertice europeo, secondo Monti, sono un “progresso significativo” ma “poiché i mercati vivono di coerenza e di incoerenza dei messaggi è facile che queste decisioni somiglino alla tela di Penelope, e questo senza riferimenti al Paese al quale Penelope apparteneva”.

– Il Parlamento e i partiti stanno dando prova di notevole responsabilità al di là dei nervosismi e delle critiche – ha continuato – e questo dovrebbe dare serenità sulle prospettive di governo dopo che le cose avranno preso un corso più normale.  In questa fase drammatica i partiti hanno dimostrato grande responsabilità politica e la drammaticità non dovrebbe uscire troppo rapidamente dalla nostra memoria.

Monti, ricordando le previsioni di ieri dell’Fmi che parlava di una ripresa dell’Italia nella seconda metà del 2013, ha aggiunto:

– Ci vorrà del tempo ma non ho dubbi che le misure del governo avranno effetti sulla crescita e l’occupazione, le cose che i cittadini vedono.

Il premier ha anche detto che “Berlusconi fu sottoposto a una pressione prossima all’umiliazione” e ci fu “un tentativo di far cedere all’Italia parte della sua sovranita.

– E’ stata – ha commentato – una situazione sgradevole.

Immediate le reazioni alle parole del presidente del Consiglio. Il segretario generale dellAa Cgil ha subito precisato:

– Credo che non sappia di cosa sta parlando. Vorrei ricordargli che l’ultima concertazione nel nostro Paese è quella del 1993: un accordo che salvò il Paese dalla bancarotta, con una riforma delle pensioni equa, al contrario di quella fatta dal suo Governo. Le lezioni di democrazia sono sempre utili. Le rappresentanze sociali sono elette e misurate sulla base del consenso. Prendere lezioni di democrazia da chi é cooptato e non si è misurato col voto è un po’ imbarazzante per il futuro democratico del Paese. Farlo nella platea delle banche e degli interessi bancari nella crisi – ha aggiunto Camusso – meriterebbe una riflessione.

Nell’ambito dell’assemblea dell’Abi, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha sottolineato che “l’’economia italiana è ancora in recessione”. E ribadito che pesano “l’aumento del costo e il deterioramento della disponibilità di credito per la crisi del debito sovrano”.

– Lo spread – ha detto Visco – è di gran lunga superiore a quanto giustificato dai fondamentali della nostra economia. Le politiche di affidamento devono essere basate sulla solidità dei progetti imprenditoriali, non su relazioni e legami che ne prescindano

Secondo Visco “non sono oggi più sostenibili” con la crisi.

– Le banche – ha precisato – sono chiamate a decisioni difficili: non far mancare finanza alle imprese solide, evitare di prolungare il sostegno a quelle senza prospettive. Anche dall’esito di queste scelte dipendono i tempi e l’intensità della ripresa della crescita. La Banca d’Italia ha chiesto alle banche di innalzare ulteriormente i livelli di patrimonio di migliore qualità rispetto a quelli regolamentari – ha aggiunto  Visco secondo cui le banche italiane devono “consolidare i progressi conseguiti sul fronte patrimoniale”.

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