Consiglio Onu valuta bozze risoluzione di Russia e Gb

GINEVRA – Il Consiglio di sicurezza ha discusso ieri su due bozze di risoluzione contro la Siria, una presentata dalla Russia e l’altra dal Regno Unito e altri Paesi occidentali. Nel pomeriggio di New York, si è tenuto un incontro a porte chiuse degli ambasciatori dei Paesi membri del Consiglio. Nella bozza occidentale si chiede al regime del presidente siriano Bashar Assad di applicare “in maniera visibile e verificabile” le due precedenti risoluzioni del Consiglio, e cioè di ritirare le truppe e le armi pesanti dalle zone abitate per “facilitare una prolungata cessazione delle violenze”.

La bozza avvisa che il Consiglio imporrà sanzioni non militari se la Siria non rispetterà le richieste entro dieci giorni. Il documento prevede inoltre che il mandato della missione degli osservatori dell’Onu venga esteso di 45 giorni e che il loro compito sia soprattutto quello di sostenere il dialogo tra il governo e l’opposizione, nonché promuovere colloqui politici e il rispetto dei diritti umani.

Anche la versione russa propone di prolungare la missione Onu, ma di tre mesi, e il compito del personale sul campo, al pari delle altre parti in causa, sarebbe prima di tutto impegnarsi per trovare una soluzione politica al conflitto. Questo documento fa appello per “un’urgente, completa e immediata applicazione” del piano di pace di Annan e per la formulazione di linee guida per una transizione politica.

“Kofi Annan non ci ha chiesto di applicare sanzioni”, ha commentato il viceambasciatore della Russia alle Nazioni unite, Alexander Pankin. “Ha soltanto detto – ha aggiunto – che il Consiglio di sicurezza dovrebbe parlare con una voce sola e unita e far capire chiaramente che le sue raccomandazioni e i suoi suggerimenti devono essere applicati”. Il rappresentante di Mosca ha parlato in seguito alla videoconferenza tra Kofi Annan, inviato speciale di Lega araba e Nazioni unite per la Siria, e il Consiglio di sicurezza dell’Onu. Annan, ha ammesso Pankin, “è apparso molto preoccupato, ma ci sono segnali incoraggianti”. La Russia, ha aggiunto l’ambasciatore, vuole fare “pressioni consolidate su tutte le parti” e crede che una risoluzione che minaccia l’uso della forza “sia l’ultima risorsa”.