L’allarme della Bce: “E’ sempre più emergenza nel mercato del lavoro”

ROMA – E’ sempre più emergenza nel mercato del lavoro in Europa. La Bce nel bollettino mensile non prevede miglioramenti e rileva come l’elevata disoccupazione della zona euro, assieme agli effetti sui mercati del debito sovrano come gli alti spread, smorzeranno una ripresa definita già ‘’graduale’’ dagli esperti di Francoforte e dallo stesso presidente Draghi dopo la decisione di tagliare i tassi il 5 luglio scorso. E il numero uno dell’Eurotower ha spiegato in una conferenza a Casablanca come il credito stia iniziando a migliorare, cosìcome i bilanci delle banche che però devono ancora rafforzarsi. La Bce ha tagliato i tassi, ha ripetuto, anche perchè l’inflazione èsotto controllo e scenderà sotto il 2% l’anno prossimo.

E anche l’Ocse nota come il tasso di occupazione nel primo trimestre, pur rimanendo sostanzialmente stabile ma in lieve calo per i Paesi dell’eurozona, sia ancora ben al di sotto dell’inizio della crisi (2 milioni in meno su 528 nei Paesi aderenti). Dal 2008 il calo è stato maggiore nei Paesi dell’area euro flagellati dalla crisi come Grecia, Irlanda e Spagna. Nazioni dove a pagare le conseguenze maggiori sono stati i giovani, con un tasso di occupazione balzato fra il 10 e il 15% e un trend che non sembra arrestarsi.

Anche in Italia solo 1 giovane su 5 ha un’occupazione al primo trimestre, e il dato (18,8%) è peggiore di quello di fine 2011 (19,5%) rilevato a maggio. Certo va sempre considerato che l’organizzazione considera giovani quelli fra i 15 e i 24, età in cui molti italiani sono alla scuola dell’obbligo o all’università, ma il disagio rimane e rappresenta la metà di quello della zona euro. Poco esaltante anche il dato sull’occupazione femminile, ferma al 47% a fronte di una media Ue del 58%.
La dinamica del mercato del lavoro in Europa risente molto del crollo del comparto delle costruzioni. Come nota la Bce è il comparto che ha segnato il maggior calo (-1,3%) nel primo trimestre. Per Francoforte, oltretutto, arriva un altro pericolo per il comparto dalle nuove tasse come l’Imu: ‘’in Francia e Italia potrebbero pesare anche i provvedimenti tesi al risanamento dei conti pubblici, come l’aumento delle imposte sugli immobili e il graduale rientro delle misure fiscali a favore degli investimenti in immobili residenziali’’. Come se non bastasse, ‘’l’attivita’ nei Paesi più colpiti dalla crisi del debito sovrano potrebbe essere frenata da costi di finanziamento più elevati e da correzioni nel settore finanziario, mentre in Germania l’attività sarà favorita dai bassi costi di finanziamento’’.

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