Messico: López Obrador chiede di annullare le elezioni

CITTÀ DEL MESSICO – “Nel campo strettamente legale è stato violato l’articolo 41 della Costituzione, il quale indica che le elezioni devono essere libere ed autentiche”: di fronte a migliaia di sostenitori, il candidato presidenziale del Movimiento Progresista, Andrés Manuel López Obrador, ha presentato formalmente ricorso presso il Tribunal electoral del poder judicial de la Federación (Tepjf) chiedendo l’annullamento del voto del 1° luglio concluso con la vittoria del rivale del Partido Revolucionario Institucional (Pri) Enrique Peña Nieto.

“La vendita dei voti -ha affermato Obrador- è avvenuta praticamente in tutto il Paese, specie nelle zone piu’ povere”
Rappresentanti della coalizione di sinistra si sono presentati al tribunale portando decine di casse piene contenenti quelle che considerano prove schiaccianti della compravendita di almeno cinque milioni di voti a favore di Peña, incluse schede presumibilmente falsificate e gli ormai famosi buoni per l’acquisto di merci nei negozi della catena di supermercati Soriana che sarebbero stati distribuiti dal Pri.

Ma il candidato della sinistra non si limiterà alle vie legali: nell’ambito di una strategia mirata a ottenere nuove elezioni, ha annunciato l’avvio di un ‘Piano nazionale per la difesa della democrazia e della dignità del Messico’, che illustrerà al paese la prossima settimana.

“Non offriremo alcun pretesto affinché i violenti ci accusino di essere violenti. Agiremo in base ai nostri diritti di cittadini, legittimati dalla Costituzione”. Secondo Amlo, com’è popolarmente conosciuto, “la minoranza che domina il paese” ha imposto Peña Nieto anche grazie ai potenti mezzi di media come “Televisa, Milenio e molti altri…Noi – ha aggiunto – lotteremo per la rinascita morale del Messico”.

Secondo il senatore Ricardo Monreal, portavoce di Obrador “il primo luglio non è stato garantito il libero esercizio del voto, sono stati violati i principi di correttezza, imparzialità, equità, oggettività e professionalità”.

Le speranze del team di Amlo sono riposte in un precedente analogo, avvenuto nel 2010 dopo le elezioni municipali di Morelia, stato di Michoacan. La vittoria del candidato del PRI, Wilfrido Lázaro, fu revocata per aver sforato i limiti di presenza radiotelevisiva, violando proprio l’articolo 41 della costituzione messicana.

Condividi: