Ultimatum Alfano a Minetti: “Domani ti devi dimettere”

Pubblicato il 15 luglio 2012 da redazione

MILANO  – Il Pdl non vuole più che Nicole Minetti sieda al Pirellone. Il segretario del partito, Angelino Alfano, in una intervista a Sky Tg24 ha confermato che l’ex ballerina di Colorado, indagata per favoreggiamento della prostizione con Lele Mora ed Emilio Fede in un processo collegato a quello di Silvio Berlusconi per il caso Ruby, dovrebbe dimettersi lunedì.

Il condizionale però è d’obbligo. La voce sulle dimissioni circola da giorni: sarebbe stato Silvio Berlusconi a convincerla per ‘ripulire’ il partito prima di ricandidarsi a premier nel 2013. Sembrava cosa fatta, ma venerdì scorso al settimanale Panorama lei ha smentito.

– Dimettermi? Perchè?  -ha detto, mentre oggi ha preferito non fare dichiarazioni. Emilio Fede ha confermato che una decina di giorni fa Minetti aveva detto di voler lasciare il consiglio. Anzi, ha spiegato di averglielo consigliato lui stesso.

– Non so poi – ha aggiunto – cosa sia successo.

Certo è che la questione si trascina da tempo tanto che ad aprile il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, aveva commentato dicendo che ”un bel gesto aiuterebbe”. Per ora al gruppo del Pdl in Consiglio regionale non è arrivata nessuna comunicazione e lei, a quanto si apprende da persone vicine al consigliere del Pdl, non ha scritto nessuna lettera al governatore.

– Non ne so nulla. Sono rimasto alle dichiarazioni – ha ribadito oggi il capogruppo Paolo Valentini -. Se il segretario dice che si dimette, avrà informazioni di altro tipo. Io non ho nessun appuntamento con lei.

Minetti oggi non ha voluto commentare ufficialmente le dichiarazioni di Alfano. E se nei giorni scorsi aveva pensato alle dimissioni, ora sta riflettendo sul da farsi. E sicuramente domani sarà una giornata decisiva. Perchè le dimissioni siano ufficiali, devono essere consegnate all’ufficio protocollo e poi il Consiglio deve prenderne atto. La prossima seduta è fissata per martedì, e lei, che è tornata da Parigi (dove era ufficialmente per una visita medica per cui non si è presentata in udienza al processo Ruby), dovrebbe essere presente. Se sarà ancora consigliere. Altrimenti entrerà al suo posto Francesco Magnano (ex sottosegretario regionale, geometra di Arcore fedelissimo di Berlusconi), primo dei non eletti nel listino bloccato.

Su twitter è partita la sua difesa dicendo che a dimettersi deve essere chi l’ha candidata. Anche Silvio Viale dei Radicali l’ha definita ”capro espiatorio”, ma nel pdl l”operazione antiveline’ sembra piacere.

– Il capo si sta disfacendo degli oneri maggiori, Ibrahimovic e la Minetti – ironizza qualcuno. La convinzione è che come il calciatore anche lei stia trattando sul suo futuro, forse alzando la posta.

– Come Pdl abbiamo fatto un errore – ha osservato il capogruppo del partito alla Camera Massimo Corsaro -: rendere credibile l’avversione dei cittadini per il parlamento dei nominati, e il primo atto è correggere.

Forse anche per questo, secondo Corsaro, due punti essenziali per il partito sono una nuova legge elettorale e l’elezione diretta del presidente della Repubblica, che adesso è ”un nominato al quadrato”. Insomma, domani per il restyling del partito la Lombardia sarà un punto chiave.

A Villa Gernetto, in Brianza, Berlusconi ha organizzato un incontro su euro ed Europa con economisti e premi Nobel da cui potrebbero uscire le linee del partito sull’economia. E a Milano terranno una conferenza stampa i rappresentanti Pdl di Lombardia, Veneto e Piemonte dove si governa con la Lega e Roberto Maroni ha proposto di creare una sorta di maxiregione.

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