Monti: “nel mio governo avrei voluto più donne”

ROMA – ‘’Banca, moneta, inflazione, liquidità, indipendenza (della banca centrale): tutte le parole chiave sono al femminile. Ma non lo spread, quello non è ne’ maschile ne’ femminile..’’. Mario Monti arriva alla conferenza della Farnesina ‘Women in diplomacy’ sereno, sorridente e scherza nel ricordare che tutte le parole centrali in economia sono in ‘rosa’. Ma non il differenziale con i bund tedeschi, volato nel frattempo vicino a quota 500 punti, sul quale non aggiunge altro: sorride ma volge la testa dall’altra parte ai cronisti che lo incalzano sul tema, lasciando sui taccuini solo quel ‘’non e’ ne’ maschile, ne’ femminile…’’.

Il suo intervento – il primo dopo il rientro dal ‘Far West’, dall’Idaho dove ha partecipato ad un incontro dei tycoon dei media – è così tutto dedicato al tema della conferenza, al ruolo delle donne.

Il premier torna a sottolineare che nel suo governo ne avrebbe ‘’volute di più’’, oltre ai tre ministri e i tre sottosegretari. Ma rivendica il fatto che i responsabili femminili dei dicasteri siedono su poltrone cruciali: giustizia, interni e lavoro, ricorda, precisando che in giro per il mondo non ci sono tanti esecutivi in cui ministeri ‘’cosi’ importanti e storicamente maschili, siano occupati da donne’’.

Sul fronte del ruolo femminile ‘’vogliamo che l’Italia non resti indietro’’, promette comunque il Professore. E cita la sua riforma del lavoro nella quale sono state inserite ‘’misure per accrescere l’inclusione’’ dell’altra metà del cielo nella ‘’vita economica e sociale’’ del paese, con misure quali la maggiore tutela dai licenziamenti per maternità, politiche sperimentali di sostegno sociale e cura della famiglia condivisa tra i genitori.

Il premier ricorda anche la recente legge che obbliga le società quotate e quelle a capitale pubblico ad avere una quota del 30% di donne nei cda. La promozione delle pari opportunità è anche ‘’per il nostro governo un impegno di grande rilievo, molto sentito’’, aggiunge il Professore sottolineando di voler ‘’fugare ogni dubbio’’.

Il ministro degli esteri, Giulio Terzi, segue le sue parole. E volendo rimanere ‘’sul tema’’ parla anche lui di ‘spread’ ma per sottolineare che quello in diplomazia, tra uomini e donne, non ‘’è cosi’ grave’’, dice ricordando le 49 donne capo missione della rete diplomatica-consolare italiana. Per il capo della diplomazia ed il suo sottosegretario Marta Dassù – che ha promosso la conferenza, prendendo al balzo un’iniziativa di Hillary Clinton (che dagli Usa ha inviato un lungo messaggio) – il ruolo femminile è ‘’strategico’’ anche per la pace e la sicurezza internazionale e lo sviluppo democratico, anche dei paesi delle Primavere Arabe. Così come sottolineato anche dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero che, collegata in videoconferenza, ha definito le donne ‘’più adatte degli uomini’’ perché ‘’più pazienti’’: Sono ‘’migliori negoziatori’’ e sarebbe uno ‘’spreco’’ lasciarle fuori.

In una kermesse che ha visto molte rappresentanti dell’universo ‘rosa’ succedersi negli interventi, è stato anche assegnato il primo premio ‘Women in diplomacy’. A vincerlo l’europarlamentare Sylvie Goulard per ‘la sua dedizione alla causa dell’integrazione Ue’. A lei – relatrice di un rapporto sugli eurobond – Monti ha fatto gli auguri, citando alcune righe che le scrisse quando lavorarono insieme a Bruxelles.

Il prossimo appuntamento, sulla strada delle donne in diplomazia, è per la ‘Winter School’, un’iniziativa della Sioi-Ispi che vedraà 20 giovani laureate dei paesi della primavera araba e dei Balcani partecipare ad un corso. Corso in cui – ha ricordato il presidente della Sioi ed ex ministro degli esteri, Franco Frattini – si parlerà anche di diritti umani perché le ‘’violenze che subiscono le donne nel mondo sono ancora una grande piaga’’.

Frattini ha invitato poi il governo a proseguire sulla strada del G8 italiano del 2009, includendo il tema femminile nei lavori dei fora. Invito che il premier non ha lasciato cadere. Ricordando, però, che i prossimi G8 e G20 a presidenza italiana ‘’vanno alcuni secoli al di là del mio governo…’’.

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