Onu: oggi voto su missione, braccio di ferro Russia-occidentali

NEW YORK – Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite voterà oggi una risoluzione sul rinnovo della missione di monitoraggio Onu in Siria (Unsmis). Tra i Quindici continua il braccio di ferro che vede gli Stati Uniti e gli alleati europei da una parte, Russia e Cina dall’altra. Il voto, previsto per ieri, è stato rinviato così come chiesto dall’inviato speciale Kofi Annan.

Mosca ha fatto sapere che bloccherà con il veto un documento che contenga una qualsiasi menzione a sanzioni contro il regime di Damasco e al capitolo 7 della Carta Onu. Alcuni diplomatici occidentali invece hanno spiegato come non accetteranno modifiche alla bozza che cancellino il riferimento al capitolo 7, anche alla luce dell’ultimo attacco a Damasco.

Le due posizioni tra i membri del Consiglio al momento paiono difficilmente conciliabili. Tuttavia, secondo le stesse fonti, prima del voto i Quindici si riuniranno nuovamente per l’ultimo tentativo di trovare un accordo. Mosca si oppone ad una risoluzione del Consiglio dell’Onu che significherebbe il sostegno delle Nazioni Unite ad una “rivoluzione” in Siria, dove sono in corso “combattimenti decisivi”, ha dichiarato da Mosca il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov, dopo l’incontro tra l’inviato Onu Annan e il presidente Putin. L’adozione della risoluzione sostenuta dagli occidentali, ha aggiunto, sarebbe un sostegno diretto al movimento rivoluzionario:

– Se è questione di una rivoluzione, l’Onu non ha alcun rapporto con essa.

Il viceministro degli esteri russo Ghennadi Gatilov ha da parte sua sottolineato nel suo twitter “il trend pericoloso” dell’escalation degli attacchi terroristici durante le riunioni del consiglio di sicurezza dell’Onu.

– Una tendenza pericolosa: quando il consiglio di sicurezza dell’Onu – scrive – discute della soluzione della crisi siriana, la guerriglia intensifica gli atti terroristici facendo saltare tutti i tentativi.

Intanto la Lega Araba ha convocato una riunione straordinaria dei suoi ministri degli Esteri questa domenica a Doha. Lo ha annunciato il segretario generale dNabil el Araby in seguito all’attentato a Damasco.

– La sola via di uscita dalla crisi – ha affermato el Araby – è quella di rispondere immediatamente alle legittime richieste del popolo siriano sulla transizione pacifica verso un regime democratico che realizzi libertà e dignità.

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