SUDAFRICA: 94 candeline per Mandela, Obama: “È il mio modello”

ROMA – Nelson Mandela, l’icona sudafricana della lotta contro l’apartheid festeggiato oggi 94 anni. ‘Madiba’, come viene soprannominato per via del titolo onorifico assegnato agli anziani della sua famiglia, ha deciso di festeggiare in privato, ma in tutto il paese sono in atto celebrazioni per onorare il padre del nuovo Sudafrica. Dal 2009 infatti il governo sudafricano, insieme alle Nazioni Unite, ha stabilito che il 18 luglio diventasse il ‘Mandela Day’ in onore dell’ex presidente.

Tutti sono chiamati a compiere una buona azione per 67 minuti, una per ciascun anno di attività del leader.

– Per 67 anni Nelson Mandela ha dedicato la sua vita al servizio dell’umanità – come difensore dei diritti umani, prigioniero di coscienza, peacemaker internazionale e primo presidente del Sudafrica libero eletto democraticamente – si legge in un comunicato delle Nazioni Unite. Si sono svolte in tutto il Sudafrica eventi di massa per cantare “buon compleanno” a Mandela, mentre il premio Nobel ha passato la giornata assieme ai suoi cari nel villaggio ancestrale di Qunu, dove si è ritirato.

Auguri per Mandela dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama: “la storia personale di Nelson Mandela è quella di una volontà incrollabile, di un’integrità irremovibile, di una costante umiltà. La nostra famiglia è sempre stata ispirata dall’esempio di Madiba” ha proseguito il presidente Usa, per il quale ” Mandela ha cambiato la storia, trasformato il suo paese, il continente e il mondo. Mandela – ha concluso – ha dimostrato al mondo lo straordinario potere della non-violenza, della tolleranza”.

La storia di Nelson Mandela inizia nel 1940, quando si oppose al matrimonio con una ragazza scelta dal capo della sua tribù. Avendo ‘mancato di rispetto’ alla sua famiglia e alla sua gente si trasferì a Johannesburg, dove iniziò a studiare legge. In quegli anni si unì alla battaglia per i diritti politici, sociali e civili della maggioranza nera sudafricana, entrando a far parte dell’African Naticonal Congress (ANC). La sua lotta per l’uguaglianza in opposizione con la politica pro-apartheid del ‘National party’ prosegue durante tutti gli anni ’50, ma la svolta avvenne in seguito ai fatti avvenuti nel massacro di Sharpeville, dove il 21 marzo 1960 la polizia aprì il fuoco durante una manifestazione pacifica, uccidendo 72 civili.

Da quel momento Mandela si attivò in una campagna di sabotaggio contro l’esercito e gli obiettivi del governo, ed elaborò piani per una possibile guerriglia per porre fine all’apartheid, azioni che portarono al suo arresto nel 1962, assieme ad altri leader dell’ANC. Nel processo che ne seguì il leader sudafricano fu condannato al carcera a vita, una detenzione che durò per ben 26 anni, durante i quali divente un simbolo della lotta anti-apartheid.

In seguito alle pressioni della comunità internazionale e all’intervento del l’allora presidente del Sudafrica de Klerk, Madiba fu liberato nel 1990, ottenendo anche la legalizzazione dell’ANC. Nel 1994, un anno dopo aver ricevuto il premio Nobel per la pace, vinse le elezioni diventando il primo presidente nero nella storia del paese. Durante il suo mandato si impegnò attivamente nella transizione da un regime di apartheid verso una politica di democrazia e uguaglianza dei diritti civili.

Terminato il suo incarico nel 1999, Mandela proseguì il suo impegno a sostegno delle organizzazioni umanitarie, fino a quando nel 2004 decide di ritirarsi a vita privata, all’età di 85 anni.

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