Monti: “Siamo sulla buona strada. No a nuove manovre”

ROMA – “Siamo sulla via programmata” per quanto riguarda il consolidamento dei conti pubblici. “Non c’è esigenza di nuove manovre”. Lo ha ribadito in conferenza stampa a Palazzo Chigi il premier Mario Monti il quale ha spiegato che l’incontro di mercoledì al Quirinale “è stato un periodico incontro sull’attività di governo” in cui con il presidente della Repubblica Napolitano “abbiamo parlato delle prospettive della situazione politica non di emergenze finanziare o dl agosto’’.

Nei programmi del governo italiano non rientra neanche l’introduzione di una patrimoniale “mentre rientrano misure contro l’evasione fiscale”. “Ho letto questa notizia – spiega il presidente del Consiglio – di Monti e la Merkel che vogliono fare anche una patrimoniale, gira voce di una patrimoniale al di sopra dei 250mila euro. Ho letto con attenzione, non capivo” l’associazione “Monti-Merkel. La base indiziaria – racconta il premier – è una proposta che il presidente di una sezione di un istituto di ricerca economico tedesco fa per i paesi con eccessi di debito”. Ma Monti puntualizza che la patrimoniale non è nei programmi dell’esecutivo. “Quello studio tedesco di cui vi ho detto – conclude – è dell’anno scorso. Ha fatto il suo corso ma si vede che ora è stato considerato meritevole di attenzione”.

Il premier parla anche dello spread che “ci dà delusione, abbiamo sempre pensato che provvedimenti di riforme strutturali e risanamento dei conti avrebbero avuto effetti positivi su crescita e occupazione, ma lentamente”. Dunque dei risultati ottenuti “non sono sorpreso”, di migliori ne “verranno, ma purtroppo ci vorrà ancora un po’ di tempo”. Il calo, comunque, “c’è stato, poi si è arrestato, in seguito addirittura invertito. Ma vorrei che gli italiani – aggiunge – non si facessero fuorviare da interpretazioni fantasiose. Leggo oggi su un quotidiano: due governi, stesso spread”. E qui il Professore tira fuori i numeri. “Nel novembre del 2011 – elenca – lo spread tra Italia e Germania era a 574. Undici mesi prima, nel novembre 2010 era a 160. Ha avuto un aumento di 414. Oggi, rispetto a novembre 2011 siamo a 490. C’è una riduzione, che è certamente deludente, perché me la sarei aspettata molto più rilevante, di 84 punti”.

Poi torna a sollecitare l’intesa tra le forze politiche sulle riforme istituzionali. “E’ importante che le forze politiche trovino un accordo sulle riforme politiche istituzionali perché con l’avvicinarsi della conclusione dell’esperienza di questo governo è essenziale che in Italia e all’estero ci sia fiducia”, dice il presidente del Consiglio. Fiducia che “il ritorno a prassi parlamentari più consuete si accompagni alla stessa determinazione a perseguire politiche economiche incisive e non si affievolisca questo aspetto”.

E si augura “che il senso di responsabilità finora prevalso anche nell’atteggiamento delle forze sociali e sindacali possa continuare per non aggravare la situazione complessa” in cui si troviamo, per contribuire all’”uscita dal tunnel in cui ci troviamo”. Rimarcando “la tenuta del sistema economico-sociale pur in un momento di grave difficoltà e sofferenza”.
“Per la dignità del Paese, per il senso di fiducia in noi stessi, per il rispetto di cui il Paese e i cittadini godono sul piano internazionale fa molta differenza farcela con le proprie forze o farcela con aiuti di salvataggio dell’Europa”, afferma Monti sottolineando che “il contagio è in corso e non da oggi”. “Dobbiamo operare affinché l’Europa si doti di più efficaci strumenti di lotta contro il contagio”, conclude.