Oggi i leader a Palazzo Chigi: Monti ‘sonda’ sul 2013

ROMA – La bussola di Mario Monti continua a guardare al 2013. Un orizzonte temporale che, però, da qualche giorno non è più così certo per i partiti, animati da una nuova frenesia alla ricerca, per ora non ancora fruttuosa, di un accordo sulla legge elettorale tale da consentire in ogni momento il ricorso alle urne. Per questo il premier ‘sonderà’ oggi anche le intenzioni dei partiti di maggioranza negli incontri con Pier Luigi Bersani e Angelino Alfano, oltre ad illustrare le prossime mosse per calmare mercati e spread.

L’urgenza di una riforma della legge elettorale sarebbe, a quanto si apprende, l’oggetto dei contatti informali che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano starebbe avendo con i leader dei principali partiti. E spiegherebbe la determinazione con cui Pier Luigi Bersani, nonostante l’indignazione per la forzatura di Pdl e Lega sul semipresidenzialismo, sostenga che il cambio del Porcellum va fatto ‘’subitissimo’’ e che il Pd è pronto ad un primo ok anche ad agosto.

Se al Colle sta a cuore una riforma elettorale che riavvicini i cittadini alla politica, Monti assiste da fuori alle trattative tra i partiti (non intende fare da ‘arbitro’, compito che spetta al Quirinale, si ragiona in ambienti di governo) concentrato in una doppia partita, interna e internazionale, che consenta all’Italia di reggere all’urto della speculazione che ieri ha raggiunto, nel differenziale tra Btp e Bund, i livelli del 17 novembre 2011, quando ci fu il passaggio di consegne tra Berlusconi e Monti. Un attacco, quello dei mercati, che spinge il governo a tenersi pronto a nuovi provvedimenti, anche ad agosto. E negli incontri odierni con Bersani e Alfano, e giovedì con Pier Ferdinando Casini, Monti metterà sul piatto l’ipotesi di un pacchetto che preveda la riorganizzazione delle agevolazioni fiscali e le relazioni Giavazzi e Amato sui contributi alle imprese e ai partiti-sindacati per riuscire ad evitare definitivamente l’aumento dell’Iva.

Ma le prospettive del governo non potranno non essere oggetto dei colloqui con i leader di maggioranza. A parole Alfano, Bersani e Casini non pongono limiti temporali a Monti ma l’impressione è che la prossima settimana potrà essere decisiva per la riforma elettorale e anche per il futuro della legislatura. Se si trovasse un’intesa – l’ultima ipotesi su cui si ragiona è un proporzionale con collegi piccoli e premio di maggioranza al partito- potrebbe partire anche il count-down verso le urne così da accorciare, si ragiona in ambienti parlamentari, i tempi di una campagna elettorale che potrebbe aumentare l’incertezza sull’Italia.

Ma prima di ogni scenario si tratta di capire se questa volta una riforma elettorale sia possibile.

– Con il Porcellum – chiarisce Bersani riguardo al voto anticipato – non si può andare a votare. Facciamo una legge elettorale, dopodichè un paese potrà decidere per il meglio. Ma senza questo strumento mi sembra una discussione molto, molto astratta.

Meno astratta appare invece la percezione che la ‘strana maggioranza’ Pdl-Pd-Udc non possa andare ancora molto lontana.

– Non si capisce più – attacca Massimo D’Alema – se il Pdl faccia parte della maggioranza. La situazione si fa sempre più insostenibile.

E anche Casini lascia intendere con una battuta che ogni ipotesi sulla data del voto è possibile:
– Non c’è dubbio che quello di Monti sia l’ultimo governo della legislatura…

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