Blocco tredicesima, timore sui consumi

ROMA – Tredicesime a rischio per dipendenti pubblici e pensionati: a lanciare l’allarme, ipotizzando un possibile blocco, è la Confesercenti. I consumi sono già al lumicino, spiega, e l’effetto sarebbe quello di ridurre i consumi di altri 8 miliardi, con una contrazione di circa un punto percentuale. L’ipotesi, che rimbalza dal comunicato dell’associazione del commercio e turismo fin sulle agenzie di stampa alimentando il dibattito, non trova però conferme. Ma nemmeno smentite secche.

– L’ho appreso oggi dalle agenzie di stampa – afferma il ministro della Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi, placcato dai giornalisti a margine dei lavori della spending review al Senato. ‘’Manovra’’ e’ al momento una parola proibita nelle stanze del Governo. Il Premier Mario Monti lo ha chiarito più volte, nessun intervento ulteriore che penalizzerà i cittadini è all’orizzonte. L’andamento dei mercati – per quella che si preannuncia un’estate rovente sul fronte della borsa e degli spread – viene monitorato con attenzione. Ma non sembrano esserci ipotesi di nuove misure, nè sembrano necessarie per tamponare i conti pubblici. Piuttosto risparmi potrebbero servire per rilanciare l’economia: e un intervento sulle tredicesime non darebbe certo slancio ai consumi.

Il dossier – spiegano fonti tecnicHe – era emerso qualche mese fa su uno dei tavoli per la messa a punto della spending review ma era stato rapidamente accantonato proprio per gli effetti depressivi. Come dire: inutile togliere l’aumento dell’Iva per tagliare le tredicesime. Il solo spettro di un intervento su questo capitolo spaventa però la Confesercenti. Ma anche i consumatori che – da Adusebf a Federconsumatori fino a Codacons – hanno detto in coro: ‘’così si uccide l’economia’’.

L’associazione dei commercianti, che ha chiesto al Governo di chiarire rapidamente, ha fatto anche qualche conto.
– Le 13me nette dei dipendenti pubblici e dei pensionati con assegni al di sopra dei mille euro ammontano a circa 16,1 miliardi – ha spiegato Confercenti -. Circa la metà va in consumi e quindi si sottrarrebbe all’economia reale una cifra pari a 8 miliardi di euro, con un cedimento dei consumi privati che passerebbe dal meno 1,7% stimato dal Governo a un valore negativo vicino al 2,7%. Ma se anche si puntasse solo al congelamento del 50% delle 13me si tratterebbe comunque di una taglio alla spesa di circa 4 miliardi di euro, con un impatto sui consumi di circa 4 decimali di punto, portando la flessione prevedibile all’interno del range compreso tra il -2,1% e il -2,4%.

La soluzione? Per Confesercenti, se il governo ha necessità di risorse deve guardare altrove, ‘’per evitare conseguenze nefaste sull’occupazione’’: deve concentrarsi, in particolare, su province, comunità montane, micro-comuni e sulle società di servizi pubblici; realizzare un piano di alienazione del patrimonio immobiliare pubblico; prevedere la drastica riduzione dei ‘posti’ della politica e delle consulenze che favoriscono le pratiche clientelari.

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