Il Milan batte lo Schalke

MILANO – Il Milan batte lo Schalke04 con un gol di Emanuelson nella ‘tana’ dei tedeschi, la Veltins Arena di Ghelsenkirchen, sold out per l’occasione, nella prima amichevole di spessore, preludio alla nuova stagione. Nel giorno in cui rientrano a Milanello i nazionali, in attesa di capire meglio il mood di Cassano che sembra non volgere al bello, sistemato Pippo Inzaghi come allenatore degli Allievi Nazionali, il Milan di Allegri trova la vittoria in una partita soporifera, con una formazione lontana da quella dei titolari che affronteranno il campionato.

Amelia, De Sciglio, Bonera, Acerbi, Mesbah, Flamini, Ambrosini, Emanuelson, Boateng, Robinho, El Shaarawy: è questo l’undici scelto da Allegri per testare la sua squadra e iniziare a studiare le mosse tattiche in vista dell’ormai imminente maratona per il titolo. Il gruppo vola in Germania, mentre alla base il momento non é dei più semplici. Il mercato tiene banco, l’attesa per un campione è grande, i tifosi hanno il fiato sospeso dopo l’uscita di scena di Ibrahimovic e Thiago Silva, molte incognite e poche certezze. La vittoria è sempre un buon antidoto anche se arriva tra uno sbadiglio e l’altro.

Nel primo tempo due sole occasioni, una di El Shaarawy e un palo colpito da Holtby. La partita si sblocca al 17’ del secondo tempo con Emanuelson che salta il portiere e mette in rete di sinistro. Poco o niente sull’altro fronte a parte una fiammata dopo la rete del Milan. Giusto un test, nulla di più, niente da enfatizzare o da criticare, solo una partita di fine luglio. Eppure al Milan senza stelle fa bene vincere.

Il feed back positivo arriva a Milano dove sono in corso affari e transazioni in una congiuntura critica. Il mercato dell’austerity è duro da accettare. L’incognita è l’atteggiamento di Cassano privato del suo gemello diverso. Nella famosa conferenza stampa con la Nazionale durante gli Europei, il campione di Bari aveva detto:

– Dare via Thiago Silva è dura. Lui non è sostituibile, lui è il 50 per cento della nostra squadra. Io da ignorante non lo darei mai via. Bisogna essere chiari sugli obiettivi: senza di lui non si può lottare per campionato e Champions. E’ un delitto perdere Thiago. La società ragionerà sul fatto che entrano molti soldini, ma dobbiamo essere chiari. Ibra? E’ un mesetto che non lo sento, ma se si arrabbia per la cessione di Thiago gli do ragione. Io adesso voglio giocare bene questo Europeo, poi vedrò se resto al Milan o no. Io una idea ce l’ho, ma la dico a chi so io. La Sampdoria? Io ho un sogno, ma lo tengo per me. Certo, quello alla Sampdoria è stato il periodo migliore della mia vita.