Siria: battaglia nell’antica Aleppo Dubbi sulla transizione

Pubblicato il 24 luglio 2012 da redazione

BEIRUT – Dopo Damasco, Aleppo. La più popolosa città della Siria, tradizionale snodo dei commerci della regione e fino a poche settimane fa descritta come la roccaforte dei lealisti, è teatro in queste ore di una battaglia strada per strada tra ribelli e forze fedeli al presidente Bashar al Assad. Secondo testimoni, i governativi non hanno esitato a usare gli elicotteri militari per bombardare gli antichi rioni della città vecchia, inserita tra i siti Unesco del patrimonio dell’umanità, e nella tarda serata di ieri fonti dei ribelli hanno riferito che “migliaia di truppe” fedeli al regime a bordo di mezzi corazzati sono stati ritirati dall’altipiano strategico di Jabal Al-Zawwiya, nella provincia nord orientale di Idlib, per dirigersi proprio su Aleppo.

Dopo aver sedato nel sangue un tentativo di ammutinamento di detenuti nel carcere centrale di Aleppo (almeno 13 morti, secondo gli attivisti), le forze lealiste hanno tentato di fermare l’avanzata dei miliziani dell’Esercito libero, giunti fino a Bab al Hadid, accesso al centro storico della città situata a poche decine di km dal confine con la Turchia.
– Siamo proprio scesi all’inferno della guerre civile e nessuno arriva a vedere una luce alla fine del tunnel – è la testimonianza di un religioso cattolico che vive nel centro della città. Gli scontri sono proseguiti anche in tutti gli altri scenari più caldi della guerra siriana. Secondo gli attivisti nelle violenze sono state uccise almeno 90 persone.
Ieri Manaf Tlass, il generale che ha defezionato la scorsa settimana dal regime, in un’intervista ad Al Arabiya ha rivolto un appello ai militari del suo Paese perché rifiutino di compiere quelli che ha definito “crimini di guerra”.

– Mi rivolgo a voi…come uno dei figli dell’Esercito arabo siriano che si è rifiutato di compiere atti criminali di un regime corrotto.

Tlass ha rivolto un appello all’unità dei siriani nel dopo Assad. In Occidente si continua intanto a parlare già del dopo Assad e l’opposizione siriana all’estero, rappresentata dal Consiglio nazionale siriano (Cns), ha dimostrato la sua scarsa capacità di comunicazione arrivando a smentire se stessa. Il suo portavoce e membro dell’ufficio esecutivo, George Sabra, aveva annunciato la disponibilità del Cns a formare – dopo l’uscita di scena del presidente al Assad – un governo di transizione composto anche da personalità dell’attuale regime. Poche ore dopo, l’ufficio stampa del Cns ha inviato ai media una nota in cui si smentisce quanto detto da Sabra. Lui stesso è apparso quindi sugli schermi della tv panaraba al Arabiya, per chiarire il malinteso:

– La disponibilità rimane a formare un governo di unità nazionale con personalità del regime. Queste non dovranno però presiedere il nuovo esecutivo.

Acrobazie retoriche che stonano con il rumore sordo della battaglia proveniente dalla martoriata Siria. Tra i 91 morti contati dai Comitati di coordinamento locali ci sono anche i quattro bimbi e una giovane donna, forse la loro madre, uccisi in un bombardamento di artiglieria governativa a Herak, nella regione meridionale di Daraa. Il video amatoriale, la cui autenticità non può essere verificata, ha ripreso i corpi immobili, intrisi nel sangue e nei detriti dell’esplosione.

Ma non è solo l’opposizione all’estero a inciampare con le parole. Lo stesso governo di Damasco, che – tramite il portavoce del ministero degli esteri Jihad Maqdisi – aveva ammesso per la prima volta di possedere armi chimiche, ha smentito il fatto. In una nota diffusa dalle ambasciate siriane nel mondo si accusano i ‘’mass media stranieri e canali diplomatici’’ di avere ‘’interpretato in modo fazioso e arbitrario il comunicato’’ del ministero degli esteri, ‘’collocandolo al di fuori del suo contesto’’. Stretto riserbo invece da parte di Damasco su quanto riferito da fonti diplomatiche occidentali a Beirut, secondo cui il presidente al Assad avrebbe rimescolato le carte ai vertici delle agenzie di controllo e repressione. Spicca la nomina del generale in pensione Ali Mamluk, già capo dei servizi interni e poi consigliere presidenziale, a responsabile dell’Ufficio della sicurezza nazionale al posto di Hisham Ikhtiyar, morto – almeno ufficialmente – nell’attentato a Damasco del 18 luglio. E mentre non si hanno ancora notizie dei due italiani scomparsi in Siria la settimana scorsa, l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ha reso noto la stima aggiornata del numero degli sfollati interni dall’inizio delle violenze: un milione e mezzo di persone è senza casa e privo di assistenza medica e alimentare. Sempre secondo l’Onu, i siriani fuggiti all’estero sono invece almeno 115mila.

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01:31Calcio: Maradona a Calcutta per match di beneficienza

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00:54Calcio: Donadoni’C’è tanta rabbia, ci manca sempre qualcosa’

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - "Abbiamo preso il secondo gol nel momento in cui il Milan era forse nel peggior momento: siamo stati ingenui ed è un peccato, perché in più di un'occasione siamo andati vicini al gol''. A Premium Sport l'allenatore del Bologna Roberto Donadoni non nasconde l'amarezza le occasioni sprecate: ''C'è tanta rabbia, prestazioni come questa non possono equivalere a zero punti, ma ci manca sempre qualcosa. Non c'è nessun complesso nei confronti delle big: forse a volte siamo eccessivamente preoccupati di quello che possono creare, ma se andiamo a vedere le partite che abbiamo giocato con le grandi non mi sembra ci siano state situazioni di superiorità da parte loro. Dobbiamo lavorare sul profilo mentale e anche su quello tecnico: un controllo fatto bene o fatto male si traduce in un'occasione colta o sprecata e quindi in una partita vinta o persa. Dobbiamo essere più centrati su noi stessi''.

00:48Calcio: Gattuso “strada ancora lunga, difesa da migliorare”

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - "Dobbiamo ancora migliorare, specie in difesa, perché il Bologna ci ha messo in difficoltà. Ma devo ringraziare i ragazzi per la vittoria, per la mentalità e per lo spirito di sacrificio: mi tengo la prestazione e il risultato, ma dobbiamo ben tener presente che la strada è ancora lunga". Così l'allenatore del Milan, Gennaro Gattuso, dopo la vittoria a San Siro sul Bologna. Il tecnico ha elogiato il match winner Bonaventura: "Ha grandissima qualità. Sa fare gol, si sa inserire. Credo sia uno dei centrocampisti migliori d'Italia, deve migliorare un pochino sul fisico". Una battuta sul suo comportamento a bordo campo: "Le partite le sento tantissimo, pure quando gioco a calcio balilla con mio figlio, ma certo su questa di panchina è ancora più emozionante. Il Milan è la mia seconda pelle".

00:32Calcio: Spagna, Suarez-Messi, Barcellona sbanca a Villarreal

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - Il Barcellona torna alla vittoria in Liga dopo due pareggi superando 2-0 in trasferta il Villarreal, alla terza sconfitta di fila. Restano cinque i punti di vantaggio della capolista sul Valencia, vittorioso ieri sul Celta Vigo, e sei sull'Atletico Madrid, che in un altro incontro domenicale della 15/a giornata è andato a vincere 1-0 a Siviglia sul campo del Betis. A Villarreal, i blaugrana hanno sbloccato il risultato solo nella ripresa, con le reti di Luis Suarez al 27' e Messi al 38', con l'argentino che porta così a 14 centri il bottino personale in campionato. Il Barcellona ha ancora un vantaggio di 8 punti sul Real Madrid, che prima del Clasico del 23 dicembre, forse l'ultima occasione per rientrare in corsa per il titolo, andrà in trasferta in settimana negli Emirati per la semifinale, e probabilmente la finale, del Mondiale per club.

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