Romney: “Obama africano. Con me Churchil nello studio ovale”

LONDRA – Barack Obama é un africano, non capisce le tradizioni anglosassoni. Preceduto dal cavallo Rafalca, in gara a Londra 2012 nell’elitaria disciplina del dressage, Mitt Romney é sbarcato in Gran Bretagna con una promessa: se gli americani lo eleggeranno in novembre, riporterá il busto di Winston Churchill nell’Ufficio Ovale dopo lo sfratto ordinato nel 2009 da Obama per far posto al ritratto di Martin Luther King. Un impegno simbolico, alla vigilia del ‘tete a tete’ con David Cameron, musica per le orecchie del primo ministro: a dispetto del ‘doppio’ a ping pong e alle polpette rivoltate in coppia al barbecue di Downing Street durante la visita di Obama nel maggio 2011, nell’attuale inquilino della Casa Bianca Cameron ha trovato un alleato piú tiepido del previsto.

Introdotto da George W. Bush nello Studio Ovale, il busto di Churchill, secondo i diplomatici britannici a cui tre anni fa venne restituito senza troppe cerimonie, é la metafora di una relazione che tanto speciale non é piú. E la ragione, secondo i collaboratori del candidato repubblicano, non potrebbe essere piú cristallina: Obama ‘’é di sinistra’’ e ha un padre che viene dall’Africa.

– Noi invece siamo parte della tradizione anglosassone e pensiamo che la speciale relazione con la Gran Bretagna sia veramente speciale – ha aggiunto uno dello staff del repubblicano al Daily Telegraph -. Questa Casa Bianca non capisce a pieno il passato che abbiamo in comune.

Simboli e busti a parte, quella di Romney a Londra é la prima tappa di un tour che lo porterá anche in Israele e Polonia a costruirsi fama di esperto in politica estera (secondo gli americani, Obama lo batte 47 a 40) e corteggiare due settori dell’elettorato che potrebbero rivelarsi decisivi in novembre, gli ebrei in Florida e i polacchi del Midwest. E’ una scommessa ad alto rischio per Romney allontanarsi dagli Stati Uniti mentre il suo rivale sembra prendere il largo: secondo l’ultimo sondaggio Wall Street Journal-Nbc, il presidente raccoglierebbe, se si votasse oggi, il 49 per cento dei consensi contro il 43 per cento del repubblicano. E se Israele é potenzialmente piú gravido di mine vaganti per il vescovo della Chiesa Mormone prestato alla politica, cavalli a parte, anche Londra non scherza quanto a ostacoli. Tanti i temi potenzialmente tabù della discussione transatlantica, dall’austerity che ha fatto registrare per Londra l’ennesima contrazione del Pil più grave del previsto, allo scandalo dei tassi Libor, alla campagna lanciata proprio ieri dal governo Cameron contro i paradisi fiscali (‘’name and shame’’, una sorta di pubblica gogna per i grandi evasori): potrebbe rilanciare le polemiche sulle dichiarazioni dei redditi mai rese pubbliche di Romney e che, secondo i democratici, potrebbero nascondere la prova di ricchezze nascoste offshore.

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