LONDRA 2012: Gli azzurri alzano il tricolore: “Aspettiamo Napolitano”

LONDRA – L’Italia olimpica canta l’inno di Mameli. Al villaggio atleti si alza anche la bandiera tricolore, tra i vessilli del mondo, aspettando con ansia l’arrivo del presidente della Repubblica. La squadra azzurra prepara un’accoglienza calorosa a Giorgio Napolitano. “Sarà una grande emozione incontrare qui domani il nostro presidente: ogni volta che lui ci parla mi commuove”, dice Gianni Petrucci dopo la cerimonia, cui hanno partecipato il capodelegazione azzurro Raffaele Pagnozzi, l’ambasciatore italiano a Londra Alain Giorgio Maria Economides assieme ai membri Cio Pescante, Carraro, Cinquanta e Di Centa e a qualche presidente federale. La cerimonia – che l’Italia ha condiviso con Kazakhistan, Slovacchia e Azerbagian – è stata preceduta dallo spettacolo di canti e balli degli artisti colorati e in maschera del National Youth Theatre: è la prima volta che ai Giochi per il benvenuto alle squadre viene allestito un vero e proprio show.

Per gli atleti azzurri, c’erano le due squadre di pallavolo, il pugile Domenico Valentino e la canoista Clara Giai Pron (c’era anche Antonio Rossi, ai Giochi come opinionista Sky). Una presenza non numerosissima, visto che molti tra i componenti della squadra devono ancora arrivare, con una mini-gaffe delle azzurre del volley: qualcuna si è messa in disparte a scattare foto in mezzo al pubblico prima dell’inno. Poi appena finita la cerimonia, tutte via senza aspettare gli altri compagni azzurri altri. Chi seguirà questi Giochi da un’angolatura particolare è Gianni Petrucci, che dopo Londra conclude il suo doppio quadriennio proiettandosi già in altri incarichi: è già sindaco di San Felice Circeo, ma molto probabilmente sarà il futuro presidente della Federbasket.

“Questa non sarà la mia ultima Olimpiade – garantisce -, ai Giochi ci tornerò con il basket, se sarò eletto, riportandolo alle Olimpiadi. E sarà la stessa emozione”. Al suo fianco c’é Raffaele Pagnozzi, candidato alla presidenza del Coni. “La mia idea di voto, penso la sappiate. Per me un presidente deve essere uno che ha ricoperto diversi incarichi. Pagnozzi? Abbiamo trascorso una vita insieme…”.

L’atmosfera al Villaggio è sobria, anche qui si respira l’aria della crisi economica, viene fatto notare a Petrucci.

“Il nostro spread? Se noi piangiamo gli altri non ridono, anche quelli che non hanno l’euro. Nonostante la crisi – sottolinea il presidente del Coni – continuiamo ad avere la stima di tutti e siamo visti sempre come un grande paese sportivo”.

E a distanza di tempo dà ragione a Mario Monti che ha bocciato la candidatura di Roma per le Olimpiadi 2020: “Bene ha fatto il presidente del Consiglio con Roma, vista la situazione economica: sono stati tutti d’accordo, fatemi esserlo anche a me”.

Incombe sempre l’allarme terroristico: “E’ eccessivo, i controlli ci sono e tanto basta. Qui a Londra andrà tutto benissimo” giura Franco Carraro, che sul minuto di silenzio per le vittime di Monaco ‘72 dice: “E’ stata una scelta giusta. E’ inevitabile che lo sport vada a braccetto anche con la politica”.

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