Ercolano Campania

Antica Herculaneum, situata su un promontorio alle pendici del Vesuvio, all’epoca dell’eruzione del 79 d.C. era un sobborgo di Napoli. La leggenda narra che Ercole dopo aver ucciso il mostro Gerione, si fermò a Roma  dove chiese alla  Dea Fauna di dissetarlo, ma questa rifiutò, poiché la acqua sacra era riservata solo alle donne, così Ercole adirato si costruì un tempio in suo onore, vietandone il culto alle donne. Un figlio di Vulcano, il demone Caco, rubò alcuni buoi a Ercole, che aveva preso per portarli ad Argo. Caco aveva agito con astuzia, trascinando i buoi nella sua grotta per la coda, in modo che le orme,  indicassero la direzione opposta. Ma uno dei bovini rispose al richiamo di Ercole, che scoprì la grotta bloccata da un masso. Ercole riuscì  a togliere il masso, entrò nella spelonga e uccise Caco. Prima di tornare ad Argo, l’eroe fondò una città nel luogo del recuperato bestiame , chiamandola secondo la leggenda Herculaneum.

Secondo Strabone fu fondata dagli Osci nel VII secolo a.C. ,( anche se come abbiamo appena visto la leggenda la vuole fondata da Ercole), passò in seguito sotto il dominio degli Etruschi, e successivamente dei Sanniti, dopo aspre battaglie divenne Municipium sotto il dominio di Roma, invece  Dionigi d’Alicarnasso la riteneva di origine greca.  Di notevole interesse  sono gli scavi di Ercolano, il Re Carlo di Borbone , appassionato di cultura e di archeologia, fece riprendere nel 1738 con larghi mezzi gli scavi precedentemente abbandonati.  Gli scavi si svolsero tramite cunicoli sotterranei, furono anche raggiunti alcuni templi. Importanti sono gli scavi eseguiti dal 1980, i quali hanno dimostrato che la popolazione  di Ercolano durante l’eruzione  del Vesuvio, non era  fuggita verso Napoli, come si era ritenuto, ma si trovava in gran parte ammassata presso la spiaggia, con la speranza di salvarsi imbarcandosi, fu rinvenuta una barca intatta con nocchiero affogato, coi resti di altre persone. Le vittime erano perfettamente conservate, uomini, donne e bambini, colti dal fiume di fango , che subito solidificatosi ha conservato scheletri, indumenti ecc.. Nel 1982 per lo studio degli scheletri  ci si avvalse del supporto scientifico  della National Geographic Society. Le abitazioni portate alla luce hanno ampi spazi e accurate decorazioni , numerose sculture , mosaici e oggetti d’uso quotidiano, come i recipienti del vino. La monumentale Villa dei Papiri, situata appena fuori città, occupa una vasta superficie , il nome della villa le viene dal ritrovamento , di più di 1700 rotoli di papiro, la villa doveva  appartenere ad un nobile romano facoltoso e colto, si è pensato come proprietario Lucio Calpurnio Pisone  Cesonimo, uno dei suoceri di Giulio Cesare. Altra ipotesi  propone Appio Claudio Pulcher, cognato di Lucullo.  Prezioso è il ritrovamento del trono regale, in legno e avorio, finemente decorato , con scene relative al culto del Dio Attis. La Casa del Salone Nero, elegante e vasta dimora  che si affaccia sul Decumano Massimo, deve il nome alla grande sala che s’affaccia sul Peristilio, decorata da pilastri e candelabri dipinti su fondo nero. La Casa del Rilievo di Telefo, è la seconda per estensione a Ercolano, ed è una delle più nobili abitazioni della parte sud della città, in essa si è trovato una ricca collezione di sculture di scuola neoattica. La Casa Sannitica, considerata tra le più antiche dimore di Ercolano del II secolo a.C., ha una bellissima facciata che conserva l’antico portale. La Casa di Argo, deve il suo nome ad una scena mitologica  di “ Io guardata da Argo “, doveva essere una delle più nobili dimore ercolanesi d’età augustea. La Casa dei Cervi, fa parte del gruppo di case dette “ panoramiche” costruite in modo da sfruttare lo splendido panorama del golfo. Databile all’epoca claudio – neroniana. Tra gli edifici pubblici portati alla luce in  buono stato di conservazione  ricordiamo: il Foro di Ercolano, era attraversato dal Decumano Massimo. Dei cippi posti alle sue estremità, e dei gradini allo sbocco dei cardini impedivano il traffico dei veicoli facendone una zona pedonale. Il Sacello dei Quattro Dei, il tempio era dedicato a quattro divinità: Minerva, Nettuno, Mercurio e Vulcano. Il Sacello degli Augustali, un edificio che abbinava probabilmente il culto imperiale al collegio degli Augustali, secondo altri si tratta della Curia cittadina in cui avveniva anche il culto dell’Imperatore. Il Teatro, sorge sul corso di Ercolano, con una capacità di 2000 – 3000 spettatori, elegantemente decorato. La struttura è in muratura di tufo e mattoni. Le Terme Centrali, costituite da due parti, una riservata agli uomini e l’altra alle donne, risalgono all’età augustea. Questo è solo una parte  delle strutture sia pubbliche, che private, portate alla luce in seguito agli scavi condotti a Ercolano nel corso degli anni , e notevole è stato l’interesse e lo studio dei reperti sotto l’aspetto storico, artistico e culturale, tanto che nel  1997, gli stessi  scavi fanno parte dei Patrimoni dell’Umanità e dell’Unesco.

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