Cresce il diasagio delle famiglie, mail-Sos della disperazione a Caritas

ROMA – E-mail della disperazione. Voci della crisi. Sono tante le lettere che negli ultimi mesi sono giunte alla Caritas diocesana di Roma: documenti spediti via internet ai centri di ascolto che raccontano il dramma di chi perde il lavoro, di pensioni insufficienti, di mamme in affanno per pagare le bollette, comprare latte e libri per i propri figli.

– Nei primi sei mesi del 2012 – riferisce il direttore della Caritas diocesana di Roma, mons. Enrico Feroci – le famiglie che usufruiscono del nostro Emporio della solidarietà sono quasi raddoppiate. In generale assistiamo a un aumento di richieste delle famiglie. Gli Sos lanciati dai nuclei familiari, – spiega Feroci – si riferiscono in particolare a problemi legati all’alloggio: sfratti, impossibilità di pagare l’affitto o di onorare le rate del mutuo. Le famiglie che si sono rivolte all’Emporio della Solidarietà Caritas sono passate dalle 300 del primo semestre 2011 alle 550 di quest’anno.

Coloro che affidano il proprio grido di dolore (o di speranza) ad internet scrivendo al sito dell’organizzazione, spiegano dalla Caritas, ‘’nella maggior parte dei casi sono persone ‘normali’, che possiedono o hanno accesso ad un pc. Negli ultimi mesi ci sono arrivate e-mail disperate firmate da ragazzi, insegnanti, madri di famiglia’’. Soprattutto da Roma e provincia.

‘’Salve – scrive un ragazzo – vi scrivo in merito ad una emergenza che siamo costretti a vivere io e la mia ragazza. Perso il lavoro e dormendo in macchina non sappiamo più a chi rivolgerci’’.

C’è l’amara riflessione di un quarantacinquenne rimasto senza lavoro:
‘’Ho lavorato sempre nella mia vita, ma sembra che sono vecchio per lavorare ormai da quello che dicono quando mi presento’’.

E l’appello di un pensionato che ha ‘’molte difficoltà a sopravvivere’’ ma che non si arrende:
‘’Ho solo 418 euro mensili di pensione. Sono solo, ma sono una persona molto attiva e indipendente. Sto cercando ospitalità da qualche parte’’.

A rivolgersi ai Centri di Ascolto della Caritas sette volte su dieci sono donne. Nelle e-mail, spesso, scrivono a nome della loro famiglia:
‘’Ho delle bollette scadute, non ho soldi per fare la spesa. Ho un bambino di 5 anni compiuti ieri e nemmeno una misera tortina’’. ‘’Purtroppo mio marito è disoccupato. Lavatrice e scaldabagno entrambi rotti. Devo lavare con acqua fredda i miei bambini e i loro vestitini’’. ‘’So che ormai siamo tanti ad avere bisogno e che forse c’è chi sta peggio di me ma sono disperata. Vorrei avere la possibilità di avere almeno il latte per mio figlio che è il più piccolo’’.

Una studentessa chiede alla Caritas un prestito per saldare un debito con il padrone di casa. Un’insegnante si fa portavoce della situazione ‘’disperata’’ di una sua piccola allieva e dei genitori a cui hanno ‘’demolito la baracca con una ruspa’’. Una mamma racconta di aver perso il lavoro nel 2008: ‘’Non so più come fare, come pagare le bollette ed ora la spesa più grande: i libri della scuola. La parrocchia di zona mi dona il pacco, ma noi siamo quattro in famiglia e non si può mangiare solo pasta a volte i figli hanno bisogno di mangiare anche qualche proteina’’. Coloro che si rivolgono di persona al Centro d’Ascolto, spiegano dalla Caritas in sei casi su dieci sono stranieri. Tra le richieste più frequenti ci sono gli aiuti alimentari, consigli e il sostegno per la ricerca del lavoro.

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