Siria, é tragedia umanitaria: oltre 2 milioni di sfollati

BEIRUT  – Una ”tragedia umanitaria”, trasmessa in diretta dai numerosi video amatoriali pubblicati quasi in tempo reale su Youtube, si sta consumando in Siria dove secondo le agenzie internazionali si contano ben due milioni di sfollati interni e almeno 130mila profughi fuggiti all’estero, giunti persino nella remota Algeria. Ad Aleppo prosegue per il quarto giorno consecutivo la battaglia tra ribelli e governativi – sono tornati in azione i caccia bombardieri di Damasco – e centinaia di civili, stando a quanto denunciato dall’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), cercano un disperato rifugio in scuole, moschee, residenze universitarie.

Chi è potuto scappare dalla prima città della Siria nel nord lo ha già fatto nei giorni scorsi e si stima che circa 200mila abitanti di Aleppo si siano rifugiati nelle campagne. Che però non sono certo sicure. Una situazione umanitaria definita ”drammatica” dal ministro degli esteri italiano Giulio Terzi. Ma violenze si registrano anche nei sobborghi di Damasco mentre la repressione del regime si è abbattuta ancora nella regione di Dayr az Zor, in quella di Homs e in quella di Raqqa. Il Centro di documentazione delle violazioni in Siria (Vdc) ha certificato finora l’uccisione di 23 persone, mentre la Rete per i diritti umani in Siria parla di 52 uccisi, senza però fornire – a differenza del Vdc – le generalità delle vittime.

Per il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr), è ”di oltre due milioni” la stima del numero di sfollati interni in Siria. Di questi, almeno 200mila, sono fuggiti nei giorni scorsi da Aleppo. Mentre l’Unhcr riferisce che in questa città tra le 250 alle 350 persone sono state trovate stipate all’interno di 32 scuole, mentre circa settemila civili hanno cercato rifugio nelle residenze universitarie. Anche la Mezzaluna rossa araba Siriana e altre associazioni ogni giorno registrano circa 300 famiglie di sfollati che hanno bisogno di assistenza immediata. Prosegue inoltre l’esodo dei siriani nei Paesi vicini: in tutto oltre 129.240 rifugiati sono stati registrati in Turchia, Giordania, Libano e Iraq. Ma il numero reale è più alto – affermano dall’Alto commissariato – perchè molti altri siriani sono fuggiti dal Paese, ma non sono registrati.

Ben 12mila siriani hanno cercato rifugio anche in Algeria, dove oggi è stato aperto un primo campo di accoglienza a ovest della capitale. Per tutto questo, secondo la commissaria europea per gli aiuti umanitari, Kristalina Georgeva, ”la Siria sta scivolando verso una tragedia umanitaria su grande scala” che ”ricorda” la ”ex-Jugoslavia”. L’alta rappresentante dell’Ue ha lanciato un appello al Consiglio di sicurezza dell’Onu perchè agisca quanto prima. Ma la comunità internazionale – e in particolare i cinque membri permanenti del Consiglio – rimangono divisi.

Sarà l’Assemblea generale che si riunirà a New York per votare una risoluzione, non vincolante ma non suscettibile di veti ed elaborata dai Paesi arabi, in cui si denuncia il crescente ricorso alle armi pesanti da parte del regime siriano, si condannano le continue e diffuse violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali dei cittadini da parte dei governativi e delle milizie lealiste e tutte le violenze, indipendentemente da chi le compia, inclusi gli attacchi terroristici.

Sul piano politico, si confermano le divisioni interne all’opposizione siriana, all’estero e in patria. Dal Cairo, Haytham al Maleh, avvocato per i diritti umani e vicino ad ambienti dell’Islam sunnita, ha annunciato di esser stato incaricato da un numero imprecisato di suoi colleghi di formare un ”governo transitorio” formato da esponenti ”non appartenenti a partiti politici” e per uno Stato ”civile, non teocratico né militare”.

– Dobbiamo evitare che ci sia un vuoto amministrativo e politico nelle regioni liberate – ha detto Maleh riferendosi alla regione di Aleppo. Una mossa considerata ”prematura” dal Consiglio nazionale siriano (Cns), sostenuto da Francia, Qatar e Turchia e dominato da una maggioranza di membri della Fratellanza musulmana.

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