Giochi perfetti per le azzurre del fioretto

Pubblicato il 02 agosto 2012 da redazione

LONDRA – Chiamatele pure le Olimpiadi perfette. Alle dee del fioretto italiano, per dirla tutta, è mancato oggi forse solo il bacio della Regina. Hanno vinto, stravinto e consacrato la scherma italiana sul trono di Olimpo.

Di nuovo oro, di nuovo prime, le straordinarie interpreti del dream team – Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e Ilaria Salvatori – perpetuano una leggenda che va avanti da 20 anni, da quando a Barcellona (c’erano Bianchedi, Vaccaroni, Bortolazzi, Trillini) iniziò quel percorso magico che ha portato all’Italia titoli su titoli fino al sigillo olimpico di oggi.

Per il fioretto rosa ‘made in Italy’ un’altra giornata da applausi e sarebbe quasi il caso di appendere il cartello con scritto “chiuso per manifesta superiorita”, perché in fondo di questo si tratta: grandezza, eccellenza, dominio, primato, prevalnza. Di Francisca, Errigo, Vezzali, in rigoroso ordine olimpico, hanno fatto semplicemente quello che a loro riesce meglio: schiantato le avversari come noccioline, una dopo l’altra, 42-14 alle occasionali sparring partner britanniche nei quarti, 45-22 alle più titolate francesi in semifinale. E che dire dei 25 (diconsi venticinque) assalti consecutivi vincenti messi in cascina dalle due jesine e dalla brianzola (ma c’é stata gloria anche per Ilaria Salvatori)? Due semplici allenamenti, sia pure su una passerella olimpica allinterno di un mega centro conferenze a due passi dal Tamigi, in vista della vera gara: la finale con le ‘odiate’ russe, la squadra che più d’ogni altra da sempre mette in difficoltà le lame azzurre. Basti pensare che le uniche sconfitte del dream team dal 2008 ad oggi sono giunte per mano loro.

L’ultimo ko, quello che brucia di più, era arrivato ai Mondiali di Catania nell’autunno scorso, quando le azzurre cedettero per un punto (45-44) in finale. Si sono presi una rivincita storica, con gli interessi: 45-31 la dice lunga sulla supremazia in pedana. Ma l’Italia oggi è stata anche ‘semplicemente’ squadra, non solo un coacervo di soliste e primedonne. Magari l’armonia nello spogliatoio, come si dice in gergo, non sarà al massimo, ma è anche difficile pensarlo quando a conviverci sono le prime tre schermitrici del pianeta.

Il cammino dell’Italia verso l’oro non è mai stato così facile. Subito il break con Vezzali ed Errigo che portano le azzurre 10-5, poi ci pensa la neo-olimpionica Di Francisca ad allungare ancora le distanze,fino ad un massimo di 20 punti. Poi é passerella, con un tifo da stadio (8.000 spettatori e tanti tanti italiani) fino alla stoccata finale, indovinate di chi? Dell’icona dello spot italiano, di Valentina Vezzali che oggi insieme alla medaglia d’oro al collo si può fregiare anche di un altro titolo: l’atleta italiana donna ad avere vinto più medaglie in oltre un secolo di Olimpiadi. Chiamatelo pure batticuore.

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