Fisco: 3 mila 400 falsi poveri e invalidi. Lotta contro i “furbetti”

Pubblicato il 07 agosto 2012 da redazione

ROMA – C’è il falso cieco sorpreso a tagliare la legna e quello che se ne va a spasso per la città senza cane e bastone; c’è il falso povero che riesce ad ottenere l’alloggio popolare e quello che è stato beccato mentre ritirava la pensione di una donna morta nel 2003: l’Italia dei furbetti non conosce sosta neanche d’estate e non è un caso che i controlli a tappeto della Guardia di Finanza contro la piaga dell’evasione fiscale e contro le truffe ai danni dello Stato ne abbiano smascherati a decine proprio negli ultimi giorni. I numeri dei primi sette mesi dell’anno sono impietosi: i militari delle Fiamme Gialle hanno scoperto oltre 3.400 truffatori: 1.844 falsi poveri e 1.565 falsi invalidi, costati alle casse dello Stato oltre 60 milioni. Risorse, ovviamente, sottratte a chi veramente si trova in stato di bisogno e ai cittadini onesti. Ma non basta: il Nucleo speciale spesa pubblica e repressioni frodi comunitarie di Roma, in collaborazione con l’Inps, ha scoperto 418 italiani residenti all’estero che percepivano indebitamente l’assegno sociale di povertà.

Questi altri 400 truffatori ‘emigrati’ – che vanno ad aggiungersi ai 3.400 scoperti in Italia – sono stati tutti denunciati ed è già partito il recupero dei circa 9 milioni che avevano percepito indebitamente. Grazie alla Gdf che li ha stanati, inoltre, l’Inps risparmierà ogni anno altri 2,5 milioni. E proprio la collaborazione con l’istituto previdenziale ha consentito ai militari delle Fiamme Gialle di esaminare oltre 170mila prestazioni erogate dall’Inps, individuando centinaia di posizioni, in Italia e all’estero, che meritano approfondimenti. Verifiche che, è molto probabile, consentiranno di scoprire altri furbetti che finora sono rimasti nascosti: i dati comunicati dall’Inps sono infatti stati girati ai vari comandi provinciali che hanno iniziato a verificare con banche dati, accertamenti bancari, rilevamenti ed indagini sul territorio.

– L’individuazione di queste situazioni – afferma il presidente dell’Inps Antonio Mastropasqua – ha un valore sociale altissimo, perché consente notevoli risparmi non solo all’Inps, ma all’intera comunità.

Le indagini hanno portato alla luce un campionario di truffe assai vario e, soprattutto, non hanno risparmiato nessuna regione d’Italia: segno che si ruba al nord come al sud. In provincia di Belluno, ad esempio, la Gdf ha scoperto 10 finti poveri che dichiaravano redditi inferiori non solo per pagare meno tasse ma per avere alloggi popolari, buoni per i libri e borse di studio per i figli. A Tolmezzo, in provincia di Udine, hanno scoperto un pensionato che dal 2005 percepiva la pensione di “cecità assoluta”: l’hanno beccato mentre spaccava la legna. Un suo collega di Pisa ha invece truffato lo Stato per 500mila euro: in conseguenza di una malattia contratta durante il militare l’uomo aveva una pensione da molti anni. Peccato che andava a spasso per la città senza cane e senza bastone, vedendoci benissimo. E sempre in Toscana i finanzieri hanno fatto un’altra bella scoperta: un dipendente scolastico di Pieve Santo Stefano era formalmente a casa da un mese per infortunio e invece se ne andava a spasso per boschi a caccia di tartufi. L’uomo è stato denunciato assieme al medico che gli ha certificato la malattia.

Non va meglio al sud: a Salerno le Fiamme Gialle hanno arrestato un uomo che prendeva mille euro al mese di pensione di vecchiaia di una donna morta nel 2003, mentre a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, hanno scoperto un imprenditore agricolo e un centinaio di braccianti – ovviamente assunti per finta e senza aver mai lavorato – che hanno beneficiato di indennità di disoccupazione, maternità e malattia. Altri 500mila euro sottratti dalle casse dell’Inps.

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