Alfano rilancia ma il Carroccio chiude

ROMA – In attesa di vedere se la ridiscesa in campo del Cavaliere sarà confermata, il Pdl di Angelino Alfano guarda alla Lega per una ri-edizione dell’alleanza con il Carroccio.

– Crediamo che le condizioni per un’alleanza con la Lega Nord ci siano. Sarebbe un errore grave che una divisione tra noi e la Lega consegnasse il Nord al centrosinistra – annuncia il segretario del Pdl che ha dovuto subire lo sfogo del nuovo numero uno del Carroccio (‘’che delusione Angelino, solo la Lega ha i Maroni…’’) per aver ‘perdonato’ Mario Monti per la scivolata sullo spread.

E se dalla Lega viene risposto di nuovo picche, perchè, come dice Roberto Calderoli, con il sostengo a Monti Alfano rientra a pieno titolo tra i ‘’partiti delle tasse’’, è un ex alleato di governo come l’ex ministro Gianfranco Rotondi a sintetizzare.

– Dice bene Alfano, l’accordo con la Lega è, e deve essere, nelle cose…

Anche perchè se Alfano lascia aperte tutte le porte, quella di Casini al momento sembra sbarrata a doppia mandata.
– Avremmo voluto organizzare un’area moderata in Italia, ma Casini ha scelto di allearsi con Bersani e la sinistra – si lamenta l’ex guardasigilli.

E’ Franco Frattini invece che ancora ci spera:
– A dirla tutta, al momento vedo ancora larghe convergenze con Casini.

Il leader centrista, invece, lavora a tutt’altro. Con Fini sta organizzando la scesa in campo di un nuovo contenitore di moderati che raccolga l’eredità del governo Monti. Un lascito che non sarà solo ideale ma che comprenderà alcuni ministri del governo dei tecnici e il programma, di rigore e di convergenza sui parametri europei, del governo Monti.
Per farlo i due leader di Udc e Fli sono disposti anche a farsi da parte, sciogliendo, tra settembre e ottobre, i rispettivi partiti. E per far convergere elettori ed apparati nella ‘nuova cosa’, nel nuovo contenitore da consegnare nelle mani di una figura tutta nuova: che sia l’attuale ministro dello Sviluppo Corrado Passera o l’ex presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, passando per il sostegno del presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo e del leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Tutti insieme confluirebbero nel nuovo contenitore, modello lista-civica-nazionale.

– Nell’area moderata c’ero prima di Angelino Alfano e ci rimarrò dopo. Mi dispiace piuttosto che dopo tanti buoni propositi abbiano deciso loro di tornare a Berlusconi… – chiarisce infatti il leader dell’Udc rispondendo per le rime al segretario del Pdl che lo accusa di volersi alleare con la sinistra di Vendola e Bersani. Il secondo dei quali, invece, oggi ha scelto una tribuna come quella de il Sole 24 Ore per cercare di convincere anche il mondo produttivo a fidarsi del Pd.
– La prima cosa che intendo dire all’Italia e all’Europa è che noi siamo quelli dell’euro, siamo quelli dei governi Prodi, Amato, D’Alema che fecero fede in condizioni difficili a tutti i patti internazionali, europei e occidentali, che siamo quelli di Ciampi e Padoa Schioppa – assicura Bersani in un’intervista in cui professa tutta la sua ‘’fedelta’ all’Europa del Rigore’’.

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