7-O, all’estero si vota tranquilli

CARACAS – Il 95 per cento dei centri di votazione predisposti all’estero per le elezioni presidenziali del 7 ottobre – in cui il capo di Stato Hugo Chávez tenta la terza rielezione contro l’avversario della Mesa de Unidad Democratica, Henrique Capriles Radonski – contano già con una squadra di osservatori in rappresentanza dello schieramento politico di opposizione. Lo ha assicurato ieri José Ramón Sanchez, membro del ‘Comando Venezuela en el Exterior’.

Sanchez ha reso noto che per queste elezioni i potenziali votanti al di fuori dei confini venezuelani sono circa 100 mila, numero equivalente alla massa elettorale di stati quali il Delta Amacuro o Amazonas. Il bacino di votanti più grande si trova a Miami, in Florida: il centro di votazione registra 20 mila iscritti – alta la percentuale di oppositori – che però, a causa della chiusura del Consolato, dovranno votare a New Orleans.

– I Consolati non devono trasformarsi in ‘case’ dei partiti politici – ha avvertito Sanchez riferendosi al ‘caso Miami’.

Qualche problema per i venezuelani che devono votare in Siria, in Kenia, a Tel-Aviv ma, ha detto Sanchéz, “stiamoc ercando di risolvere tutti i probelemi” e si sta facendo sforzi anche per avere rappresentanti dell’opposizione anche nei due centri di votazione cubani, a La habana e Isla Joven.