Capriles incontra gli imprenditori

CARACAS – Produrre in loco tutti i prodotti di prima necessità per soddisfare i bisogni primari dei venezuelani, diminuire le importazioni, utilizzare gli ingressi derivanti dal petrolio per appoggiare il talento nazionale, creare nuovi posti di lavoro e fornire appoggio finanziario e tecnico agli imprenditori. Questi, in breve, i punti del piano di governo spiegati ieri dal candidato presidenziale Henrique Capriles Radonski, che a Santa Teresa del Tuy, nello stato Miranda, si è riunito con un gruppo di imprenditori della zona ed ha incontrato Petra Mária Rengifo, la sarta delle camicie che indossa dall’inizio della campagna elettorale.

– Noi non controlliamo l’economia, non possiamo decidere la sua direzione. Però possiamo appoggiare gli imprenditori – ha dichiarato il candidato, promettendo che grazie al mondo imprenditoriale cambierà la sorte dei “più di 5 milioni” di venezuelani con un lavoro informale e delle “3,9 milioni di persone” che lavorano in proprio.

Capriles ha fatto riferimento alle intenzioni del governo Chávez di costruire una fabbrica di satelliti in territorio nazionale:

– Come faremo un satellite di fabbrica, se non produciamo neppure fagioli? – ha affermato, spiegando che “dobbiamo rispondere alle priorità di base, prima di considerare di sviluppare altre aree, dobbiamo prima produrre il cibo e tutto quello che serve ai venezuelani per sviluppare poi sviluppare altre attività”.

Il candidato ha ricordato che il Venezuela “negli anni ’20 era il secondo maggior produttore di caffè del mondo” mentre ora “importiamo anche il caffè”.

Ha osservato che se vincerà le elezioni presidenziali del 7 ottobre i proventi del petrolio saranno destinati a promuovere il talento dei venezuelani e creare tanti posti di lavoro in tutto il paese, “perché la capacità produttiva dei venezuelani è un un’occasione preziosa per realizzare il potenziale di sviluppo del paese. È necessario che ognuno di noi abbia la possibilità di formarsi e svilupparsi nei settori e nelle competenze che meglio soddisfano la realtà del paese e la sua vocazione personale”.