Ue-17 verso la recessione Parigi in negativo e Berlino frena

ROMA – La recessione che affligge mezza Europa rischia di portare in rosso la media dei Diciassette, e a certificare la crescita negativa potrebbe essere oggi Eurostat, che pubblicherà le stime sul secondo trimestre dell’Eurozona. In arrivo questa mattina ci sono innanzitutto il prodotto interno lordo francese e quello tedesco del secondo trimestre. Mentre la Germania dovrebbe mantenersi in crescita – le stime sono per un +0,2% su trimestre dopo il +0,5% del primo trimestre – la Francia è prevista andare in rosso: le stime degli economisti sono per un -0,1% dopo la crescita zero del primo trimestre.

I segnali che la recessione sia nell’aria per Parigi ci sono tutti, a partire dalla produzione industriale, che nel secondo trimestre è scesa dello 0,6%. Ed è la Banca di Francia a prevedere che nel terzo trimestre la seconda economia dell’euro sarà in negativo, con un -0,1% che potrebbe certificare la recessione tecnica, ossia due trimestri di fila in negativo. Un fardello, quello francese, che se verrà confermato oggi dall’ufficio statistico va ad aggiungersi ai Paesi già in recessione da mesi a partire dall’Italia (-0,8% nel secondo trimestre) fino alla Spagna (-0,4%) e alla Grecia (-6,2% su anno) e che porta ulteriormente verso il basso la crescita media dell’area euro: le attese degli economisti per il dato dell’intera Eurozona, che verrà pubblicato oggi da Eurostat, sono per un -0,2% su trimestre dopo la crescita zero di gennaio-marzo.

Per impedire una recessione tecnica dell’area euro la Germania dovrebbe registrare un’espansione forte, ma le stime sono lontane da quel +0,5% di Berlino che ha consentito, nel primo trimestre, al Pil medio dell’area euro di restare invariato controbilanciando la recessione in atto in Italia e in Spagna. Venerdì, il ministero delle Finanze tedesco ha fatto sapere che, nonostante i problemi del settore manifatturiero e le esportazioni più deboli, ‘’l’economia tedesca continua a dimostrarsi davvero robusta in un ambiente europeo difficile’’. Ma non si è nascosto che il clima delle imprese è peggiorato ‘’sensibilmente a segnale dell rischio di prospettive più deboli nei prossimi mesi’’.

Sempre oggi è attesa la crescita dell’Olanda, un -0,3% su trimestre dopo il +0,3% dei primi tre mesi dell’anno. Una possibile doccia fredda che complica ulteriormente gli sforzi per gestire la crisi del debito, peggiorando le entrate fiscali e gonfiando la spesa per i sussidi di disoccupazione (o la cassa integrazione, in Italia) con il risultato di mettere a rischio le previsioni, già fosche, di riduzione dei maxi-debiti di mezza Europa. E a conferma che la tensione è ancora ai massimi per la crisi del debito arrivano le indiscrezioni, pubblicate da Die Welt, secondo cui le banche tedesche si stanno preparando da mesi a un eventuale default della Grecia e alla successiva uscita di Atene dall’eurozona.

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