Anche 5Stelle nella lista Grillini attaccano: “Disinformazione”

BOLOGNA – Anche i duri e puri ispirati da Beppe Grillo, i paladini dei soldi zero ai partiti, della democrazia 2.0 e del web come panacea sarebbero stati pescati a fare un uso ‘’immorale’’ – così l’ha definito il presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Matteo Richetti – dei soldi di tutti. Spendendo quei soldi – pubblici – in cambio di spazi a pagamento sulle tv locali emiliano-romagnole. E’ l’ultimo capitolo nella storia infinita sui costi della politica ed è nato da uno scoop di Repubblica di qualche giorno fa. Che infatti i grillini attaccano, ironizzando sui tempi della notizia: un modo per coprire il presidente della Giunta Vasco Errani e i suoi guai giudiziari?

Il caso è divampato in una domenica di agosto con una nota dell’Aser, il sindacato regionale dei giornalisti, che ovviamente non ce l’aveva coi politici, ma sollecitava l’Ordine ad aprire procedimenti contro quei cronisti che avessero preteso pagamenti per ospitare spazi per la politica. E la querelle è deflagrata quando il quotidiano diretto da Ezio Mauro è tornato sull’argomento aggiungendo che oltre a esponenti di Pdl, Udc, Lega Nord e Sel, sono coinvolti, appunto, pure i consiglieri del Movimento 5 Stelle: i duri e puri che, secondo Grillo, non dovrebbero neppure andare in tv, per non sporcarsi.

Ma Giovanni Favia, consigliere regionale e volto tra i piu’ noti del Movimento, non ci sta. E più che difendersi, spiega e attacca. In particolare, attacca proprio il quotidiano romano.

– La solita operazione di disinformazione di Repubblica nei nostri confronti – ha detto parlando all’Ansa a margine dei lavori dell’Assemblea – Noi non paghiamo nessun giornalista né abbiamo quotidiani amici. Abbiamo acquistato degli spazi autogestiti per fare un’ora di informazione in diretta con telefonate aperte alle domande dei cittadini. La terzietà era garantita dal fatto che tutte le forze politiche vi partecipavano in regime di Par Condicio. La cosa su cui Repubblica non si interroga è come mai il Pd fosse l’unico a non pagare pur partecipando.

E’ la tempistica con cui È stata tirata fuori la notizia, in particolare, a infastidire Favia. Perchè questa spesa non era stata mai tenuta segreta.

– Che acquistiamo spazi – ha detto – l’abbiamo sempre dichiarato sul nostro sito. Mi chiedo perchè Repubblica ne parla proprio in questi giorni in cui si discute del rinvio a giudizio di Errani.
Di per sè, quindi, secondo il consigliere non c’è nessuno scandalo.

– La cosa scandalosa, semmai – ha spiegato – è che si debba pagare per poter raccontare, a chi non ha Internet, le nostre denunce e proposte in consiglio regionale.

Più critico sul sistema delle tv locali, invece, Gian Guido Naldi di Sel:
– Quando mi sono lamentato con una tv locale perchè non dedicavano neanche una riga alle nostre iniziative – ha detto – mi sono visto presentare un’ipotesi di contratto. Tutti quelli che vanno in tv fanno dei contratti salvo casi di eccezionalità.

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