Siria, l’ex premier: “Governo al collasso”

BEIRUT – Il regime di Damasco sottomette il popolo siriano commettendo crimini e io non potevo continuare a guardare: lo ha detto l’ex premier siriano, Riad Hijab, disertore fuggito in Giordania, in una conferenza stampa trasmessa in diretta tv da Amman. Secondo Hijab il governo del presidente siriano Bashar al-Assad è ‘’al collasso, sia dal punto di vista economico-finanziario che da quello del morale’’ e attualmente controllerebbe “solo il 30% del territorio siriano’’ e ‘’non c’è più speranza’’ per una soluzione politica della crisi che in 17 mesi è costata la vita a migliaia di persone.
Parlando per la prima volta davanti ai giornalisti, l’ex premier ha confermato che sarà ‘’un soldato della rivoluzione popolare’’ e che per il futuro non ambisce ad alcun ruolo politico. Ha quindi ribadito di ‘’non essere stato destituito’’ – come sostenuto da Damasco nel giorno delle sue dimissioni – affermando che era ‘’ancora in carica al momento della fuga dalla Siria’’, resa possibile grazie ai ribelli dell’Esercito siriano libero. L’ex primo ministro ha lanciato un appello a ‘’tutti i rivoluzionari affinché si uniscano per la difesa del popolo siriano’’.

E’ giallo intanto sull’intervista rilasciata dal viceministro degli Esteri russo, Mikhail Bogdanov, al quotidiano saudita ‘Al-Watan’, in cui il diplomatico di Mosca afferma che il presidente siriano al-Assad sarebbe disposto a dimettersi nell’ambito di una soluzione politica della crisi siriana. “Noi vorremo una soluzione rapida della crisi, parliamo quotidianamente sia con l’opposizione che con il governo siriano” avrebbe detto Bogdanov in un colloquio telefonico con un giornalista.

Il viceministro ha ribadito che la Russia ha registrato “un’ampia” disponibilità da parte del regime di Damasco per la ricerca di una via di uscita dalla crisi. Il diplomatico ha quindi sottolineato che “le armi vanno deposte per evitare la guerra civile che ci sembra molto vicina”. “Siamo rimasti gli unici a credere in una spinta verso una soluzione politica – ha aggiunto – e nella ricerca di un meccanismo pacifico per la transizione politica in Siria”.

Mosca però nega che Bogdanov abbia concesso l’intervista al quotidiano saudita al-Watan smentendo così anche la presunta disponibilita’ di Assad a dimettersi. Nel corso dell’intervista il diplomatico russo ha riferito inoltre che Maher Al-Assad, fratello minore del presidente siriano e capo della Quarta Divisione e della Guardia repubblicana, avrebbe perso entrambe le gambe nell’attentato di luglio a Damasco in cui sono stati decapitati i vertici della sicurezza del regime.

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