Monti shock: “Contro evasione siamo in stato di guerra”

Pubblicato il 17 agosto 2012 da redazione

ROMA – A mali estremi, estremi rimedi. Mario Monti dichiara lo ‘’stato di guerra’ contro l’evasione fiscale e promette ‘’strumenti forti’’, emergenziali. Lotta senza quartiere, quindi, per rilanciare l’economia e l’immagine del Paese. Mario Monti stacca dal clamore romano e si rifugia sulle colline dell’Engadina, in Svizzera, per raccogliere le forze in vista del duro rush autunnale del governo. Ultimi giorni di ferie in Svizzera, utili al Premier per delineare una rigida scaletta di impegni ma anche per incontrare a sorpresa la presidente della Confederazione elvetica, Eveline Widmer-Schlumpf, e fare il punto sulle questioni ‘’finanziarie e fiscali’’ tra i due paesi. Ovvero ancora una volta sull’evasione fiscale.
Atteso domenica al Meeting di Cl a Rimini, Monti in una intervista a ‘Tempi’ confida i suoi propositi e si mostra ancora una volta scettico su un suo impegno da premier dopo le prossime elezioni.

– Mi rifiuto di pensare che un grande paese come l’Italia – spiega – non sia in grado di scegliere una maggioranza di governo efficace e un leader adeguato a guidarla.

Il capo del Governo preferisce concentrarsi sul ‘da farsi’ nell’immediato futuro. Così oltre che la stretta nella lotta all’evasione fiscale, annuncia che il governo presenterà ‘’numerose novità legislative’’ in materia di Giustizia. Tra queste spicca un intervento sulle intercettazioni destinato a riaccendere le polemiche politiche. Ma al centro delle attenzioni di Monti resta principalmente l’economia. Il professore si mostra preoccupato per il ‘’grosso danno nella percezione del Paese all’estero’’ causato dall’evasione fiscale. E’ un ‘’fenomeno’’ che ‘’contribuisce a indisporre quei Paesi verso i quali di tanto in tanto’’ l’Italia ‘’potrebbe aver bisogno di assistenza finanziaria’’. Da qui l’esigenza di un intervento deciso.

– Io stesso – sottolinea Monti – ho sempre incoraggiato una dura lotta all’evasione che può comportare la necessità di momenti di visibilità che possono essere antipatici. Ma che hanno un forte effetto preventivo nei confronti degli altri cittadini.
Anche le ‘’numerose novità legislative’’ annunciate sono volte al rilancio economico. Ad esempio, dando ‘’risposta a quella lentezza dei processi che, come calcolato dalla Banca d’Italia, incide negativamente sulla crescita del Paese per un punto percentuale di Pil’’. Insomma, il programma nel medio periodo è ben definito nelle intenzioni del governo, utile ad ‘’avviare l’Italia su una via di riforme e di crescita che daranno risultati più avanti’’. Tuttavia, come spesso sottolinea lo stesso premier, affinchè l’Italia esca dalla crisi è necessario anche un contesto internazionale favorevole.

Il ‘pericolo’ sono gli alti tassi di interesse del debito italiano. Lo spread sembra aver dato un minimo di tregua anche se potrebbe non bastare. Per Monti, in tal senso, gli eurobond sono ‘’una proposta articolata e intelligente’’.

– Abbiamo visto tutti che alcuni paesi (certamente la Germania, ma anche alcuni Paesi nordici) non sono disposti in questo momento a dare il loro consenso agli eurobond – ammette -. L’idea della Germania e di altri è che si possono mutualizzare in tutto o in parte i debiti pubblici solo quando si è sicuri che nessun Paese sia deviante in materia di troppo debito pubblico – conclude – Ovvero, quando la politica di indebitamento sarà gestita in modo più coordinata dal centro.

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