L’ottimismo di Monti non convince, F. Cristiana: “Paese stremato”

Pubblicato il 21 agosto 2012 da redazione

ROMA – Le agenzie di rating straniere lo lodano, i sindacati non nascondono il loro scetticismo sulla ripresa. E “Famiglia Cristiana” non condivide l’ottimismo sull’uscita dalla crisi. Lui, Mario Monti, non commenta e si concentra sul prossimo Consiglio dei ministri. Moody’s e Fitch intervengono con i loro giudizi sull’Italia ma stavolta da parte del mondo politico italiano non c’è la solita levata i scudi perché, a sorpresa, sono positivi. E soprattutto per l’esecutivo Monti. A fine 2013 Roma uscirà dalla crisi, vaticinano le due agenzie. Ma il giudizio più lusinghiero è per il professore.

– L’attuale governo italiano – afferma David Riley, direttore operativo di Fitch – ha tantissima credibilità e la fine del suo mandato rappresenta un rischio piu’ alto per il Paese di quanto lo sia la crisi attuale.

Parole incoraggianti, quasi una investitura per il futuro di Monti anche se con qualche precisazione:

– L’Italia non ha bisogno di altre misure di austerità, ora sono necessarie le riforme – afferma ancora Riley sottolineando anche servono progressi rapidi “per creare un po’ di luce in fondo al tunnel”.

Palazzo Chigi tace. D’altronde, l’esecutivo non è solito commentare i giudizi delle agenzie di rating e non ha commentato neanche i ben più corposi e significativi dati della Commissione Europea che prevedono un ritorno alla crescita per l’Italia verso fine 2013. Difficile, perciò, che palazzo Chigi si avventuri in previsioni, e così a lungo termine.

Il sito web della presidenza del Consiglio, intanto, pubblica parte dell’intervento di domenica del professore al Meeting di Cl. E’ il passaggio che “concerne l’uscita dalla crisi economica”, per il quale Monti è stato ‘accusato’ di eccessivo ottimismo.

Evidente l’intento di Palazzo Chigi di contestualizzare le parole di Monti e così respingere alcune critiche. Ma l’eco dell’intervento del premier a Rimini ha comunque dato la stura allo scetticismo del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni:
– Altro che fine del tunnel della crisi – afferma – Il Paese è in coma. Se non avviamo subito una cura ‘ricostituente’, agendo su fisco e consumi, non si risveglierà certo.
Pensiero condiviso dal segretario della Uil, Luigi Angeletti:

– Non è una previsione infondata dire che nei prossimi mesi – dice allarmato – perderemo migliaia di posti di lavoro. Dal punto di vista dell’occupazione ci aspetta un autunno caldo.

Una critica severa arriva a sorpresa da Famiglia Cristiana. Secondo il settimanale paolino, le parole di Monti sono sì “servite a dar fiducia a un Paese con il freno a mano tirato” ma ci sono anche “forti contrasti con la realtà”. “Ma quali provvedimenti stanno creando lavoro e contrastando la disoccupazione giovanile?” domanda Famiglia Cristiana sottolineando che “il Paese è stremato”.

Per Monti apprezzamenti dall’estero e critiche in Italia: ‘Nemo profeta in patria’, si potrebbe dire rimanendo in ambito religioso. Intanto nel prossimo Cdm, quasi certamente venerdì, all’ordine del giorno ci sarà la crescita. Non dovrebbe uscire nessun provvedimento operativo: ogni ministro avrà però l’opportunità ed il compito di illustrare il contributo del proprio dicastero al programma per il rilancio e la crescita.

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