Allarme debito in Usa: nel 2012 salirà al 73% del Pil

NEW YORK – La Fed ”a breve” in campo a sostegno dell’economia. Nella giornata in cui l’organismo indipendente del Congresso, il Congressional Budget Office, mette in guardia dal rischio recessione nel 2013 se non sarà evitato il cosiddetto ‘fiscal cliff’, ovvero il contemporaneo aumento delle tasse e dei tagli alla spesa, la Fed afferma chiaramente che ”ulteriori politiche accomodanti saranno probabilmente assicurate a breve, a meno che l’economia non mostri un rafforzamento sostenibile e sostanziale”. La banca centrale mette in evidenza come l’economia resti vulnerabile a shock e a rischi dalla crisi del debito dell’Europa e dai conti pubblici americani. Proprio il deficit e il debito statunitensi si apprestano a chiudere l’anno fiscale 2012 con un record: il deficit sarà per il quarto anno consecutivo sopra i 1.000 miliardi di dollari, il debito salirà al 73% del pil, ai massimi dal 1950 dopo essere esploso, raddoppiando, negli ultimi cinque anni. Ma il 2013 – afferma il Congressional Budget Office – si presenta ancora più difficile: se il Congresso non agirà per evitare che scattino simultaneamente la fine degli sgravi dell’era Bush, aumenti delle tasse e tagli forti alla spesa, l’economia americana scivolerà in recessione, con un pil che si contrarrà nel 2013 dello 0,5%. Il tasso di disoccupazione salirà al 9,1% dall’8,2% del 2012, con due milioni di disoccupati in più. L’avvertimento del Cbo arriva in piena campagna elettorale, con le tasse al centro del braccio di ferro fra il presidente Barack Obama e il candidato repubblicano Mitt Romney. Il rapporto del Congressional Budget Office ”rafforza la necessità per i repubblicani alla Camera di approvare il progetto di legge che restituisce fiducia alla famiglie delle classe media, assicurando loro che le tasse non aumenteranno all’inizio del prossimo anno”, mette in evidenza la Casa Bianca, chiedendo ai repubblicani di non tenere ”ostaggio la classe media fino a quando non saranno concessi ampi tagli alle tasse anche a milionari e miliardari, sgravi che non possiamo permetterci e che non farebbero nulla per rafforzare l’economia”. La Fed per aiutare l’economia sta valutando un nuovo round di allentamento monetario, che il mercato ha ”la capacità di gestire”. ”Diversi partecipanti ritengono che tale programma (allentamento monetario, ndr) darebbe ulteriore appoggio alle ripresa economica premendo al ribasso sui tassi di interesse di lungo termine”. I verbali della riunione del 31 luglio-1 agosto rivelano che la Fed non esclude la possibilità di un nuovo, il terzo, round di allentamento monetario ma questa volta aperto, ovvero senza fissarne una fine e un ammontare preciso di acquisti di titoli di Stato, così da garantire una ”sufficiente flessibilità”. La Fed ha anche discusso la possibilità di una riduzione dei tassi di interesse sulle riserve delle banche e quella di definire l’orizzonte temporale per il mantenimento dei tassi di interesse a livelli eccezionalmente bassi, spingendosi oltre la ”fine del 2014” usata nelle ultime comunicazioni.

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