Giovani, Catricalà: “Srl a un euro per gli under35”

Pubblicato il 23 agosto 2012 da redazione

ROMA – “E’ finalmente possibile per i giovani fino a 35 anni costituire una srl con solo 1 euro di capitale. Non ci sono spese notarili. Un’opportunità”. Lo scrive sul suo account Twitter il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Antonio Catricalà.

– Ho voluto rispondere ai dubbi dei miei followers e sottolineare che ormai il provvedimento è varato, è una realtà – spiega all’Adnkronos Catricalà – E’ una importante opportunità che il governo ha messo in pratica. Il provvedimento è contenuto nella Gazzetta Ufficiale del 14 agosto, è l’attuazione di una norma contenuta nel decreto Crescitalia. E ai miei followers che chiedono lumi su chi ha più di 35 anni – continua – tengo a spiegare che anche loro potranno costituire srl solo con 1 euro ma dovranno pagare le spese notarili. Questa decisione del governo è sancita nel secondo decreto sulla crescita, detto decreto Sviluppo. Quindi – ribadisce – nulla è rimasto fermo, è stato necessario solo aspettare il tempo del regolamento attuativo.

Infine Catricalà sottolinea che dopo il suo tweet già “c’è consenso” sul social network.

– Giudico positivamente questo annuncio del sottosegretario Catricalà, perché il provvedimento elimina alcuni costi per queste giovani imprese – commenta Pietro Giordano, segretario generale dell’Adiconsum -. Accanto a questo è necessario migliorare l’accesso al credito. Si dovrebbero prevedere dei finanziamenti agevolati per queste giovani imprese in modo che possano fare gli investimenti necessari all’avvio dell’attività.

Di “bellissima notizia” parla il presidente del Codacons Carlo Rienzi:
– Tuttavia sappiamo bene che le banche non danno neanche un euro per avviare una società; per questo Catricalà dovrebbe per prima cosa costringere il sistema bancario a dare realmente credito alle imprese dei giovani. Solo così si darebbe una reale possibilità alle giovani generazioni.

“La considero una cosa estremamente positiva”, dice Maurizio Cadasco, presidente della Confapi.

– Un raccordo con il mondo del credito potrebbe favorire ancora di più l’imprenditoria giovanile. Per questo la Confapi è disposta a sedersi ad un tavolo con governo e banche per portare avanti questa iniziativa – aggiunge il numero uno della Confederazione italiana della piccola e media industria privata, che rappresenta oltre 120.000 imprese manifatturiere, con 2,3 milioni di dipendenti -. Si tratta di un primo passo verso i giovani. Un passo importante che viene da una persona, Catricalà, che vanta un’esperienza importante sul piano delle liberalizzazioni. La stessa Confapi sente un senso di responsabilità verso le nuove generazioni. Tuttavia è necessario offrire una serie di agevolazioni creditizie da un lato attraverso il sistema bancario e favorire esperienze pratiche dall’altra attraverso, ad esempio, Confapi insegnando ai giovani come realmente si fa impresa. Dal fronte sindacale interviene Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl:

– La società a 1 euro rappresenta un fatto positivo perché offre un’opportunità a coloro che vogliono intraprendere un’attività. Ma una rondine non fa primavera. Non serve un singolo provvedimento per aiutare i giovani. Per le giovani generazioni ci aspettiamo altre cose, anche perché la situazione, soprattutto al Sud, sta diventando veramente pesante. Le società a 1 euro rappresentano sì un’opportunità, ma da sola non basta.

Per Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, “è un provvedimento utile perché permette ai giovani di mettere su una società e di guardare al proprio futuro”. Ma, avverte, il provvedimento deve essere accompagnato “da interventi di agevolazione al credito per questi giovani, perché altrimenti serve a poco”.

Soddisfatti anche i Giovani impenditori del Mezzogiorno di Confindustria:
– E’ un provvedimento utile – dice il presidente Lorenzo Pagliuca – che giudico positivamente, e che credo vada nella direzione giusta di permettere a tanti giovani di trasformare un’idea in un’azienda. È un primo passo, ma accanto a questo va fatto qualcosa per quanto riguarda l’accesso al credito per queste giovani imprese. Credo che si debba trovare un punto di equilibrio tra le regole sul credito e la necessità di ovviare a quelli che possono essere i limiti di una giovane impresa, che non ha una storia alle spalle da far valere.

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